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Il presente e le parole, un alfabeto della società: la sociologa Eide Spedicato Iengo al FLA con il suo libro

Pescara. Da “archistar” a “terremoto”, da “corteggiamento” a “memetica”, da “economia circolare” a “specchio”: sono alcuni degli “Spunti di riflessione dalla A alla Z” offerti dal volume “Il presente e le parole”, edito Franco Angeli, con cui la sociologa Eide Spedicato Iengo accompagna a un’interpretazione della società contemporanea esplorando il significato, vecchio e nuovo, di vocaboli ed espressioni di uso comune. E così, raccogliendo, accanto ai suoi i contributi di altri 14 studiosi di varie discipline, finisce per soddisfare le più disparate curiosità.

“Alcune voci si impegnano a rispondere alle domande di sempre”, scrive nell’introduzione, “la vita, la morte, la guerra, la violenza, l’amore, la libertà, il potere, la temporalità. Altre si soffermano sui nuovi orientamenti valoriali e di costume che hanno despazializzato l’esperienza individuale (come face-book o rete), dato luogo a nuove forme cognitive, comportamentali, simboliche, aggregative e, parallelamente, reso vacillanti, in tempi brevissimi, contenuti, appartenenze, sistemi valoriali, comportamenti”.

Con Eide Spedicato Iengo è previsto un incontro nell’ambito del “Fla – festival di libri e altrecose” di Pescara domani, alle 17, nella Sala Fucsia del Circolo Aternino. Sfogliando il libro intrigano i titoli “Famiglia/famiglie/sfamiglie”, “Amicizie erotiche”, accanto a “Tradizioni e patrimonio culturale”, “Machiavellismo”, “Scuola (aggredita)” e “Umano o non umano? Post-umano o Ibrividuo?”.

Così, alla voce “Fuga”, parlando dei giovani che “fuggono” all’estero, Nando Cianci scrive: “nell’uso della parola ‘fuga’ per definire questo esodo c’è la cattiva coscienza di politici, giornalisti, intellettuali di un insieme di generazioni adulte che ha lasciato andare l’Italia alla deriva, che si è occupata quasi solo di emergenze e di questioni ‘politiche’ autoreferenziali di conservazione del potere di singoli e di gruppi, che non ha fatto prevenzione (e perciò non ha favorito la ricerca, che ne è un fondamento essenziale)”.

Alla voce “bullismo” Vittorio Lannutti parla del “peer mentoring”, strumento utilizzato nel contesto europeo in associazione al counseling per contrastare e prevenire il fenomeno. “Il peer mentoring si differenzia dal mentoring per il fatto che la funzione di mentor viene svolta non da un adulto, bensì da un altro giovane, generalmente di pochissimi anni più grande del mentee. L’efficacia di questo metodo è emersa in una ricerca svolta nelle scuole britanniche dove viene utilizzato da quasi trent’anni”. E così via, un lavoro denso, che può dare risposte e suscitare altre domande, fornire corrispondenze o suggerire nuovi approfondimenti e chiavi di lettura della realtà o di quella che riteniamo tale.

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