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Degrado, violenza e prostituzione a Pescara. Associazione scrive a Salvini: serve l’esercito per controllo aree

Pescara. Serve l’Esercito a Pescara per il controllo di alcune aree e per dar modo “alle Forze dell’Ordine di concentrare i propri sforzi su altre zone”. E’ un appello al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, quello dell’associazione cittadina ‘Pescara mi piace’ che, in una nota firmata da Armando Foschi, sottolinea una “situazione di degrado ed episodi di criminalità nel capoluogo adriatico, con fenomeni delinquenziali di vario tipo contro i quali l’amministrazione comunale non intende o non è capace di adottare efficaci metodi di contrasto”.

Foschi segnala poi le cosiddette ‘vie dello shopping’ “alla mercé del fenomeno della prostituzione, con ragazze anche giovanissime già dalle 17 in strada”, i “senzatetto che dalle 19 prendono possesso delle vie centrali e preparano il ‘letto’ sotto portici, nei condomini, sotto i tunnel della stazione ferroviaria”.

Contestualmente all’appello, al ministro si ricorda che “dal 2008 al 2014 Pescara poteva contare sulla disponibilità di 11 unità dell’Esercito che si occupavano del controllo dell’ordine pubblico intorno alla stazione ferroviaria centrale, nelle cosiddette aree di risulta, 13 ettari di superficie utilizzati come parcheggio, e nelle aree della periferia-via Tiburtina, nei pressi dell’aeroporto.

“Le chiediamo”, si legge nella nota, “di verificare il possibile ripristino di tale attività al fine di aiutare Pescara a uscire da una spirale di violenza che non ha precedenti nell’ultimo trentennio”. L’associazione ricorda poi che “Pescara è una delle poche città a essere dotata anche di un dormitorio pubblico, con 80 posti letto, realizzato con il contributo del Comune, con la passata amministrazione di centrodestra, e oggi gestito dalla Caritas dove però i senzatetto stanziali non hanno più ricovero dopo che la struttura è stata riconvertita a CAS”.

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