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Economia: l’Abruzzo cresce lentamente. Pil sotto la media e giovani sempre più lontani dalla regione

Pescara. In Abruzzo nel 2017 l’attività economica è cresciuta in misura moderata; l’incremento del Pil è stato di circa l’1%, più contenuto rispetto al dato medio nazionale. L’attività produttiva è cresciuta nell’industria e nei servizi, mentre ha ristagnato nelle costruzioni. In generale il sistema imprenditoriale abruzzese continua a mostrare segnali di difficoltà proseguendo nella flessione, sebbene rallentata, delle imprese attive (-0,2%) e delle iscrizioni (-2,2%).

A questo rallentamento si accompagna il calo delle cancellazioni (-4,2%), elementi che fanno ipotizzare il futuro miglioramento della dinamica imprenditoriale. Questa la fotografia scattata dal Cresa nella 9/a edizione del rapporto ‘Economia e Società in Abruzzo’, presentato oggi, che si configura come la versione rinnovata dell’originario ‘Rapporto sull’economia abruzzese’. Nel dossier anche i dati sulla composizione della popolazione regionale e un focus sui giovani.

In particolare gli stranieri rappresentano il 6,6% del totale dei residenti (8,6% in Italia) mentre aumenta l’aggravio del carico sociale ed economico riconducibile all’aumento della popolazione anziana. La popolazione giovane, in Abruzzo come in Italia, è infatti molto diminuita a causa della flessione della natalità e della contemporanea crescente longevità. Nonostante poi il buon livello di istruzione, i giovani abruzzesi rispetto al resto d’Italia, “incontrano evidenti difficoltà nell’inserimento nel mondo del lavoro”.

Di rilievo anche i dati su chi decide di lasciare l’Abruzzo. La società regionale risulta composta al 31 dicembre 2017 da 1.315.196 residenti, 7.051 in meno rispetto all’anno precedente cui corrisponde un decremento percentuale rispetto al 2016 del 5,3‰ quale  risultato di una dinamica naturale e migratoria negativa (rispettivamente -4,5‰ e -0,8‰).

Inoltre, secondo i dati contenuti nel rapporto Cresa, nel 2017 è proseguita la graduale ripresa dei livelli occupazionali, sospinta dall’espansione registrata nell’industria e nei servizi; il numero di addetti si è invece ridotto nell’edilizia e nell’agricoltura.

Il tasso di disoccupazione è sceso, attestandosi ad un livello di poco superiore a quello medio nazionale. La quasi totalità dei settori di attività economica registra una diminuzione delle imprese, ad eccezione soprattutto dei servizi non commerciali, in particolare quelli turistici.

Perdura il consolidamento del sistema imprenditoriale attraverso la diminuzione delle imprese con forma giuridica semplice e il rafforzamento di quelle più strutturate e maggiormente concorrenziali sui mercati internazionali. I dati Istat relativi al 2017 riguardanti le esportazioni confermano che la regione sta attraversando una fase particolarmente positiva.

Nel corso dell’anno il commercio estero dell’Abruzzo ha visto attestarsi intorno ai 9 miliardi di euro il valore delle esportazioni, con un incremento del 10,2% rispetto all’anno precedente (Italia: +7,4%) che posiziona l’Abruzzo al settimo posto delle regioni più virtuose dopo Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Lazio, Calabria e FriuliVenezia Giulia. Nonostante tale buona performance, l’apporto delle vendite estere regionali sul totale nazionale resta stabile rispetto all’anno precedente e si conferma al 2%.

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