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Terrorismo, fermato 22enne egiziano. Di Stefano: l’Abruzzo non è più un’isola felice, occorre vigilare

Pescara.  È di stamane la notizia di un provvedimento di custodia cautelare, emesso dal giudice per le indagini preliminari dell’Aquila, a carico di un giovane egiziano. L’accusa per il momento ipotizzata sarebbe associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione e apologia del terrorismo.

“Questa notizia induce ad una serie di riflessioni”, ha commentato Fabrizio Di Stefano, “l’Abruzzo non è più un’isola felice. Efferate violenze commesse in passato come quelle avvenute in una villa di Lanciano, tentativi di infiltrazione della malavita organizzata in più settori, ed oggi anche presenze preoccupanti come questo terrorista, mi inducono a ritenere che la sicurezza è diventato un problema primario per la nostra Regione”.

“Anche per questo occorre una Regione forte”, continua Di Stefano, “che chieda la vicinanza delle Forze dell’Ordine e delle Istituzioni Militari. Più presenza dunque dei tutori della legge, scongiurando le previste chiusure dei tribunali minori che costituiscono presidio di legalità nei territori. Ad oggi le suddette strutture potranno svolgere le proprie funzioni fino al 2020, attualmente sotto organico senza prese di posizione da parte di alcuno. La questione sicurezza”, conclude Fabrizio Di Stefano, “è anche e soprattutto indice di una buona qualità di vita, è di fondamentale importanza in conclusione, che il nostro territorio dia certezze ai propri cittadini”.

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