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In Abruzzo meno incidenti stradali, l’Istat conferma: quasi 3.000 nel 2017 ma in diminuzione numero e vittime

Pescara. Nel 2017 in Abruzzo sono avvenuti 2.946 incidenti stradali che hanno causato la morte di 69 persone e il ferimento di altre 4.395: rispetto al 2016 sono diminuiti sia gli incidenti (-3,0%) che i feriti (-4,1%), in misura superiore ai dati nazionali (rispettivamente -0,5% e -1,0%), oltre al numero di vittime (-9,2%) a fronte di un aumento del dato nazionale (+2,9%). Lo riferisce l’Istat. In Abruzzo, nel periodo 2001- 2010 le vittime della strada si sono ridotte del 53,0%, più della media nazionale (-42,0%); nel periodo 2010- 2017 si registrano variazioni, rispettivamente di -12,7% e -17,9%.

Sempre fra 2010 e 2017 l’indice di mortalità sul territorio regionale è aumentato da 1,9 a 2,3 deceduti ogni 100 incidenti mentre quello medio nazionale è rimasto invariato (1,9). In Abruzzo, nel 2017, l’incidenza degli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani), deceduti in incidente stradale, è inferiore alla media nazionale (43,5% contro 45,2%).

Guardando invece agli utenti vulnerabili secondo il ruolo che hanno avuto nell’incidente (conducenti/passeggeri di veicoli a due ruote e pedoni), il loro peso relativo (sul totale dei deceduti) misurato nella regione è inferiore nel 2017 a quello nazionale (39,1% contro 49,8%): tuttavia, negli ultimi otto anni (2010-2017) l’incidenza di pedoni deceduti è cresciuta più in Abruzzo (da 12,7% a 15,9%) rispetto al resto del Paese (da 15,1% a 17,8%).

La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (71,8%); la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (1.075 casi, 16 vittime e 1.673 feriti), seguita dal tamponamento (492 casi, 9 decessi e 877 persone ferite). La tipologia più pericolosa è la fuoriuscita del veicolo (4,6 decessi ogni 100 incidenti), seguono lo scontro frontale (4,4) e l’investimento di un pedone (3,8). Gli incidenti a veicoli isolati risultano più rischiosi, con una media di 3,7 morti ogni 100 incidenti, rispetto a quelli che vedono coinvolti più veicoli (1,8 decessi).

Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, il mancato rispetto delle regole di precedenza, la velocità troppo elevata e la guida distratta sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata). I tre gruppi costituiscono complessivamente il 39% dei casi. Considerando solo le strade extraurbane, la guida distratta incide da sola per quasi il 18%. Il tasso di mortalità standardizzato è più alto per gli ultrasessantaquattrenni (7,9 per 100mila abitanti).

I conducenti dei veicoli coinvolti rappresentano il 65,2% delle vittime e il 67,5% dei feriti in incidenti stradali, le persone trasportate il 18,8% dei morti e il 25,5% dei feriti, i pedoni il 15,9% dei deceduti e il 7% dei feriti. L’81,8% dei pedoni rimasti vittima di incidente stradale appartiene alla classe di età superiore ai 65 anni, mentre il 61,8% dei pedoni feriti ha più di 44 anni.

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