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Indagini Rigopiano, parla il papà Alessio Feniello: D’Alfonso? Aspetto ancora risposte

Il papà del ragazzo: ci opporremo alla richiesta di archiviazione

Pescara. “Andremo a vedere le carte e verificheremo se ci sono spiragli per opporci alla richiesta di archiviazione. In ogni caso, indipendentemente dalle eventuali responsabilità dirette, noi da D’Alfonso abbiamo sempre voluto e continuiamo a volere risposte che lui si è rifiutato di darci”.

Così Alessio Feniello, padre di Stefano, una delle 29 vittime della tragedia dell’hotel Rigopiano, commenta con l’ANSA la chiusura delle indagini della Procura di Pescara. Il nome di Stefano, nelle concitate fasi di ricerca dei dispersi, fu inserito nella lista di cinque superstiti che sarebbero arrivati a breve in ospedale, comunicata ufficialmente da Prefettura e Protezione civile, ma in realtà il ragazzo era morto.

“Vogliamo risposte da D’Alfonso”, aggiunge Feniello, “perché fu uno di quelli che annunciò in pompa magna i nomi dei cinque superstiti, tra cui Stefano. Risposte che non ci sono mai state date”. L’avvocato Camillo Graziano, legale dei Feniello, a nome della famiglia esprime “soddisfazione per essere arrivati alla conclusione delle indagini, perché finalmente si potrà pensare al processo”.

“C’è soddisfazione”, aggiunge, “anche per il lavoro che abbiamo fatto durante le indagini, mirato ad individuare le responsabilità del Comune di Farindola e della Prefettura di Pescara, al centro dell’attività della Procura. Su D’Alfonso noi non abbiamo mai lavorato, ma da lui la famiglia voleva delle risposte”. Il legale, ricordando la “complessità delle indagini”, a nome della famiglia esprime “apprezzamento per il lavoro della Procura ed apprezzamento per l’attività dei Carabinieri Forestali che hanno fatto un lavoro splendido”.

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