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Rigopiano, parla Matrone ultimo sopravvissuto: dopo due anni finalmente una bella giornata

Pescara. “Dopo due anni è finalmente una bella giornata”. Così Giampaolo Matrone, ultimo sopravvissuto estratto dalle macerie dell’hotel Rigopiano, commenta la chiusura delle indagini nei confronti di 25 indagati sottolineando però che tra coloro che sono destinatari degli avvisi “manca all’appello il presidente D’Alfonso”.

“La procura di Pescara ha fatto un ottimo lavoro, sono soddisfatto ma non del tutto” afferma Matrone che nell’hotel travolto dalla valanga ha perso la moglie Valentina. “Mi sorprende e mi amareggia, infatti, che tra i destinatari degli avvisi non figuri l’allora presidente della regione Abruzzo Luciano D’Alfonso. Lui era presente alla ‘famosa’ riunione e non poteva non sapere della situazione di Rigopiano. Credo sia doveroso valutare bene perché la Procura abbia ritenuto di proscioglierlo” aggiunge sottolineando che, se ci saranno gli estremi, con i suoi legali proporrà opposizione alla richiesta di archiviazione per il politico. II 35enne pasticciere di Monterotondo, assistito dall’avvocato Andrea Piccoli, si dice invece soddisfatto delle contestazioni mosse all’allora prefetto di Pescara Francesco Provolo “che dovrà rispondere anche di falso ideologico e omissione d’atti d’ufficio”.

Tra i destinatari dell’avviso di chiusura indagine non c’è neanche Daniela Acquaviva, la funzionaria della Prefettura di Pescara che, non credendo alle disperate richieste di aiuto che arrivavano dal resort, se ne uscì con la frase “la madre degli imbecilli è sempre incinta”.

“In fondo me l’aspettavo – dice Matrone – Non doveva rispondere in quel modo al telefono e dovrà giustificare per tutta la vita alla sua coscienza la morte di 29 persone: non vorrei essere al suo posto per i rimorsi che deve provare. Evidentemente, però, la Procura non ha ritenuto penalmente rilevante il suo comportamento, considerando che abbia agito secondo quello che gli hanno ordinato i suoi superiori”.

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