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Area di Risulta, tempi serrati per arrivare al progetto. Blasioli: puntiamo ad arrivare entro la consiliatura

Pescara. Dopo l’approvazione della delibera di adozione della riqualificazione dell’area di risulta in Consiglio ieri, procede a ritmo serrato il cammino dell’elaborato che dovrà essere ora pubblicato, ricevere le osservazioni prima di tornare nuovamente in Consiglio per l’approvazione definitiva e cominciare l’iter esecutivo che porterà al bando, al progetto e alla realizzazione.

Tempi, passi e modalità illustrate stamane in conferenza dal sindaco Marco Alessandrini, dal vicesindaco Antonio Blasioli, dai consiglieri di maggioranza che hanno seguito l’iter fin qui prodotto quali Ivano Martelli e Carlo Gaspari, presidenti delle Commissioni Gestione del Territorio e Grandi Infrastrutture, presenti anche il capogruppo Pd Emilio Longhi, le consigliere Maria Ida D’Antonio e Tiziana Di Giampietro e il neo consigliere Andrea Marconi.

“Il compito della politica per l’area di risulta era quello di offrire soluzioni ai problemi che si trascinano da 40 anni”, così il sindaco Marco Alessandrini, “noi abbiamo lavorato per sistemare i 13 ettari non a chiacchiere da bar, ma con uno studio che proietta Pescara verso il futuro: questo c’è dietro l’approvazione della delibera. Ieri abbiamo adottato uno strumento urbanistico in variante al Prg che sarà ora oggetto di osservazione e di un secondo passaggio in Consiglio Comunale”.

“Ci sono i tempi per farlo”, continua il primo cittadino, “abbiamo impiegato tempo perché è una situazione complicata e andava studiata e affrontata con tutta l’attenzione del caso, tanti si sono alternati per arrivare all’approvazione e abbiamo tracciato una via: quella di garantire a Pescara la soluzione del suo rebus più difficile. Dentro il Parco Centrale ci sarà la cultura, il verde e l’hub della mobilità di area vasta, tutto in sicurezza. E’ un risultato importante perché ci sono volute un numero enorme di sedute consiliari, qualcuno pensa di fare politica in questo modo, bloccando le cose. Noi invece siamo quelli del sì, consci che dire sempre no significhi non cambiare le cose: Pescara è già il cuore pulsante dell’Abruzzo e questa è una partita che ci vuole vedere in linea con le sfide della modernità e che si risolve lavorando concretamente per arrivare al traguardo”.

“Voglio ringraziare la maggioranza qui presente e quanti hanno lavorato alla stesura di questo lavoro”, conclude Alessandrini, “ieri ho fatto due telefonate: una a Stefano Civitarese Matteucci e l’altra a Enzo Del Vecchio, perché si sono dedicati a questo argomento con zelo e impegno. Grazie anche al vicesindaco Antonio Blasioli perché nell’ultimo miglio abbiamo completato l’elaborato con le istanze derivanti dal confronto democratico con le associazioni di categoria che lui ha agevolato e avuto nelle scorse settimane. Per terminare il puzzle mancava un tassello importante, il plesso culturale, abbiamo recuperato le risorse immaginando una rimodulazione dei fondi del Masterplan e i 4,5 milioni destinati al Museo del Mare saranno utilizzati a tale scopo. Garantiremo comunque il completamento della struttura aprendola alla fruizione, evitando di costruire un altro palazzo, ed enfatizzando il verde presente davanti al Museo che si apre al mare. Siamo pronti ad andare avanti lavorando ancora perché si arrivi a un progetto che rilanci la città e dia una destinazione alla sua area più strategica”.

 

“Quattro anni fa non c’era né il ponte Flaiano, né lo studio per l’area di risulta nell’area in quei 13 ettari di città”, aggiunge il vicesindaco Antonio Blasioli, assessore all’Area di Risulta, “oggi abbiamo il ponte e abbiamo incassato il primo determinante passo per l’area di risulta e chiunque guidi la città e affronti questi problemi ha fatto un lavoro grande. Noi abbiamo lavorato per rendere pulsante il cuore della città e ieri abbiamo subito ancora lamentele e tentativi di frenare una riqualificazione che non può più aspettare: ci hanno detto che arriva tardi, parliamo di un progetto che la città attende da più di 30 anni”.

“Ci siamo riusciti perché siamo stati bravi e perché abbiamo avuto una maggioranza che ha subito tante influenze e che è riuscita a resistere scegliendo non l’inerzia”, continua Blasioli, “ma di puntare al futuro di Pescara, come una classe dirigente deve fare. La delibera andrà collazionata a giorni, pubblicata 10 giorni perché diventi esecutiva e sarà 15 giorni a disposizione per raccogliere le osservazioni che dovranno essere non sul progetto, che si dovrà redigere, ma sulla sola variante urbanistica. Il tutto sarà poi vagliato dagli Uffici e per fine gennaio l’obiettivo è di tornare in Aula per l’approvazione”.

“All’approvazione seguirà la pubblicazione del bando per 4 mesi”, spiega il vicesindaco, “è un termine lungo perché per la prima volta all’appalto in concessione arriverà un progetto e per la prima volta vedremo come cambierà l’area di risulta e sono certo che molti ripenseranno anche ai loro giudizi. Dovrà essere un elaborato di qualità e per questo serve tempo. L’obiettivo è di concludere l’iter a maggio con la valutazione della commissione. E’ un obiettivo eroico perché nel corso di questi mesi qualche ritardo può manifestarsi. Ottimizzeremo tutti i tempi: trascorsi i 10 giorni necessari per l’esecutività della delibera, scriveremo alla Regione per lo spostamento delle risorse del Masterplan sul polo culturale che dovrà nascere nel Parco centrale, questo per fare in modo che a gennaio, come richiesto dalle organizzazioni di categoria, si ragioni su quale edificio culturale puntare: museo per bambini, pala-eventi, mediateca, auditorium, ci ragioneremo con la città fra febbraio e marzo per arrivare a una decisione condivisa”.

“Per realizzare questo servirà una variante urbanistica e un nuovo passaggio in Consiglio”, conclude il vicesindaco, “le due delibere, dunque, saranno parallele e concomitanti ma rispetteremo pedissequamente gli accordi presi con le associazioni e traslate dalla maggioranza nell’ordine del giorno approvato ieri che le contiene tutte. Chi non ha voluto lavorare su accordi realizzabili si ricrederà e sono sicuro che torneremo a condividere idee anche con i più scettici”.

“Sono state dette tante inesattezze circolate sull’elaborato”, aggiunge Ivano Martelli, presidente della Commissione Governo del Territorio – ad esempio sulla sicurezza, prevediamo un investimento di 280.000 euro l’anno per la sicurezza, investiamo in telecamere, centri di controllo, come riporta bene il capitolato. Ieri è stata una giornata importante per questa città, perché l’area di risulta da vuoto da bonificare e riqualificare, diventerà un Parco Centrale. Ci sono altri passaggi da fare, quello compiuto ieri era il più complesso e difficile. Avremmo dovuto farlo prima, ci dicono, ma per varare un’opera talmente importante non si poteva non prevedere un periodo ampio per la condivisione. Mi piace la condivisione fatta e in itinere sul progetto della riqualificazione, in special modo per l’edificio culturale e penso che definito il lavoro con la riqualificazione si definirà il reale rilancio della città, perché abbiamo pensato quel luogo come spazio verde, sicuro, fruibile e accogliente, lo spazio di cui una città come la nostra ha necessità e bisogno. E sono certo che il passaggio da vuoto a Parco Centrale, da spazio di risulta a territorio bello e vivibile farà crescere anche il commercio, che non si alimenta con l’inerzia, come questi 30 anni hanno dimostrato”.

“Sono felice che questo cammino sia giunto a conclusione”, così Carlo Gaspari, presidente della Commissione Grandi Infrastrutture, “un progetto simile non si fa in tre giorni. I tempi che questa amministrazione ha dedicato alla stesura della fattibilità sono serviti a parlare, far discutere, incontrare chi è interessato culturalmente ed economicamente a che l’area sia riqualificata. Abbiamo tenuto conto sia delle idee attuali che delle operazioni fatte in passato e mi spiace che a questa operazione non abbia partecipato quella parte di politica e cittadinanza che fa capo all’opposizione che quando era classe dirigente non è riuscita nell’impresa: sono stati presentati 540 emendamenti che prevedevano tutto e il contrario di tutto, fatti per fermare e non per migliorare o costruire. Quando c’è il futuro della città in ballo, va fatta una sintesi, non si generano paralisi. In passato si è cercato di fare questa operazione con fondi pubblici, ma nessuno ci è riuscito. Sono certo che sarà il nuovo centro della Grande Pescara”.

“Diventerà un’opera identitaria capace di proiettare Pescara in una realtà vasta e aperta alla modernità”, così la consigliera Maria Ida D’Antonio, “è un lavoro che punta a questo e al recupero di uno spazio che aspetta una bonifica prima della riqualificazione, come prevede la delibera votata ieri, per un rilancio che sia davvero tale”. “Com’è accaduto per il Ponte del Mare che molti consideravano inutile e persino dannoso alla città – avverte il consigliere Andrea Marconi – così accadrà che gli oppositori dell’area di risulta si ricrederanno quando vedranno rinascere quei 13 ettari. Il Ponte del Mare è diventato identitario, accadrà anche per l’area di risulta: lì scrivemmo la storia della città”.

“Il lavoro è stato tanto e lungo e particolarmente appassionato per chi tiene alla città e ha una visione del suo futuro”, chiude il capogruppo Pd Emilio Longhi, “il tempo speso non è passato invano, perché ci ha permesso di avere una maggiore condivisione sull’idea, ma anche di migliorare e colmare alcune lacune che avevamo sottolineato come gruppi consiliari di maggioranza. Ci sarebbe piaciuto fosse intervenuto qualche mecenate a colmarle, perché noi facciamo un sacrificio spostando dei fondi per il Museo del Mare, struttura che faremo in modo di far ripartire a breve, ma sarebbe stato importante anche un contributo di chi in passato ha dimostrato di tenere molto alle iniziative culturali. Siamo ancora aperti a un contributo di idee perché il dibattito dovrà essere aperto alla città e lo concluderemo con più verde, più cultura, più sicurezza e una nuova idea di città che è elemento fondamentale che ci ha smosso per andare avanti”.

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