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Rigopiano, parla il fratello di una delle vittime: non mi fido più di nessuno, neanche dello Stato

Penne. “La prossima settimana ci saranno questi nuovi interrogatori, fra cui quello dell’ex prefetto Francesco Provolo. Vedremo cosa uscirà fuori, cosa emergerà e cosa dichiarerà, ma io non sono più fiducioso né nello Stato e né in nessuno. Io posso ringraziare solo i carabinieri forestali e chi sta portando avanti le indagini. Per il resto non ho più fiducia in nessuno”.

Lo ha detto Francesco D’Angelo, fratello di Gabriele D’Angelo, il cameriere di Penne (Pescara), uno dei 29 morti nella tragedia di Rigopiano (Pescara), e autore di alcune telefonate da Rigopiano poco prima della valanga, parlando dei nuovi 9 interrogatori che si terranno la prossima settimana in Procura a Pescara, nell’ambito dell’inchiesta sul disastro del 18 gennaio 2017. “Quello che potrà accadere non lo so, mi aspetto giustizia, e che chi dovrà pagare, pagherà”. D’Angelo ha poi aggiunto, sulle telefonate fatte dal fratello da Rigopiano:

“Mi dispiace per mio fratello che si è speso tanto. Faceva di tutto per la sua incolumità e quella degli altri. Mi dispiace che per le sue chiamate e per il suo operato non è stato ascoltato. Oggi potevamo parlare di 40 persone vive, considerando che nel 2015 l’albergo rimase isolato per tre giorni”.

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