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Giovane abruzzese si laurea a Londra con una tesi sul progetto Sprar, discuterà il prossimo 22 agosto

Montesilvano. Alice Troiano, 23 anni, studentessa di San Giovanni Teatino, da tre anni a Londra per frequentare prima la triennale di Antropologia alla University College London, e poi il master in Politiche internazionali pubbliche e sociali alla London School of Economics sta preparando la tesi sul progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di Montesilvano.

La giovane ha incontrato il sindaco Francesco Maragno per approfondire la conoscenza della gestione dei migranti attuata in città. Un’altra tesi in una delle università più apprezzate al mondo dopo la tesi di Nunzia Morellon, italiana con passaporto francese, alla Sorbona di Parigi, che dimostrano come la soluzione trovata dal sindaco Maragno al problema dell’immigrazione stia diventando un modello da studiare a livello internazionale.

“Ho saputo del progetto da un amico”, spiega Alice Troiano, “il fotografo Stefano Schirato, che poi mi ha messo in contatto con don Marco della Caritas il quale a sua volta mi ha fatto conoscere il direttore dell’Azienda speciale, Eros Donatelli, che gestisce lo Sprar della città. Mi ha affascinato questa iniziativa del mio territorio, e sono fiera di portarla all’estero. Il tema principale della mia tesi, che devo consegnare il 22 agosto, sarà quello di analizzare come un progetto efficiente dal punto di vista socio economico per il territorio possa andare oltre l’ideologia politica”.

“Nel vostro caso non c’è un sindaco che pensa secondo la tessera di partito, ma bada, invece, a quale sia l’interesse di Montesilvano e dei suoi concittadini per la migliore gestione dell’emergenza immigrati: un problema (come lo erano i Cas, Centri di accoglienza straordinaria) si rivela una risorsa per il territorio”.

“Siamo molto soddisfatti, inutile nasconderlo”, dice il sindaco Maragno, “quello di Alice Troiano è un ulteriore segno dell’interesse scientifico sull’efficacia della gestione dei migranti nel nostro territorio. Siamo riusciti a tutelare la sicurezza, lo sviluppo turistico e commerciale, con le necessità e le aspettative dei migranti stessi, riducendo il loro numero a circa cento persone, impegnate in lavori nell’ambito della cura del verde, delle manutenzioni del cimitero e di assistenza nelle due spiagge accessibili della città”.

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