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Regionali, Legnini: eredità D’Alfonso? Per 4 anni distratto. La sanità? Asl restano, manager si occupi di salute

Pescara. “Il mio rapporto con l’esperienza politica passata è assolutamente chiaro. Negli ultimi quattro anni ho assolto a un incarico delicatissimo e non mi sono mai interessato o impicciato di vicende regionali. Quando sarò eletto presidente della Regione, lo ribadisco, esaminerò tutte le cose buone e positive che sono state fatte e programmate, e ce ne sono, più di quante si immagini, e cambierò tutte le cose non positive che ci sono, e ce ne sono. E lo farò con molta determinazione, senza nessun imbarazzo poiché sono indipendente e determinato”. Così ha risposto Giovanni Legnini alla domanda del suo rapporto con l’ex presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso e con la Giunta uscente di centrosinistra targata Pd durante il forum all’ANSA. ”Inizierò con il metodo di governo improntato ai principi di responsabilità e collegialità: ascolto, confronto, se necessario scontro sulle idee, sintesi e decisioni”, ha proseguito, “attuazione del principio di responsabilità che si conclude con il voto. Voglio ricordare che i poteri monocratici del presidente della Regione sono molto limitati. Io che ho partecipato anche come relatore a dieci bilanci dello Stato, che ho avuto la responsabilità del Csm, so bene cosa significa il metodo del confronto e della collegialità”.

”Innoverò la sanità abruzzese costituendo un soggetto unico regionale al quale attribuiremo la funzione di programmazione dell’investimento, di appalti, di acquisti, di altre attività che non sono direttamente riferibili alla gestione del sistema sanitario. Non si tratta di una Asl unica perche le Asl rimarranno quelle che sono”. Legnini si esprime così sul tema della sanità parlando delle riforme che ha intenzione di promuovere per l’Abruzzo. ”Vogliamo che i manager delle Asl si occupino solo di far funzionare gli ospedali, la sanità del territorio, l’emergenza è le urgenze del territorio e non si impiccino di appalti e di altri affari dei quali si occupino persone altamente specializzate”. ” È inderogabile”, ha spiegato Legnini, “rendere più forte, autorevole ed efficiente l’istituzione regionale e tutte le società partecipate e le società pubbliche perché senza un’istituzione riformata e rinnovata, qualunque proposta rischia di infrangersi. Lo faremo partendo dalla sanità”.

“I nostri avversari, in particolare i due candidati presidenti, Marcozzi e Marsilio parlano solo del Pd e di D’Alfonso e non si accorgono che io sto molto oltre”, questo il pensiero di Legnini riguardante gli altri candidati presidenti alla Regione Abruzzo. “Il progetto politico è nuovo. Ringrazio il Pd per il sostegno e perché ha accettato di essere parte di una coalizione che va molto oltre i confini del centrosinistra. I pronunciamenti per il sostegno provengono sia dalla sinistra, che va ben oltre il Pd, sia da gruppi e da uomini del centrodestra che sono preoccupati per il futuro di questa regione e che hanno ben compreso che l’unico progetto di governo vero che nasce dagli abruzzesi che è stato definito con gli abruzzesi è il nostro”, ha detto Legnini. “Per il resto non sento programmi e idee concrete. Mi sembra tutto ‘politicista’. La campagna di Marsilio, che è, come noto, un candidato esterno alla nostra regione, quella della Marcozzi che mi sembra tutta rivolta all’indietro”. “Il progetto politico che ho promosso – ha aggiunto Legnini – è sempre più compreso dai cittadini e si caratterizza non per un civismo indistinto e incolore ma per un protagonismo forte della società civile a mezzo di candidati espressione di mondi che vanno dal lavoro alle professioni, all’impresa alla scuola alla cultura e si caratterizza per il fatto che questo equilibrio tra la società civile, il civismo e le formazioni politiche di centrosinistra mi sembra ben riuscito perché, rispetto ai partiti politici, ho garantito la mia indipendenza”.

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