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#Regionali, Serraiocco (FI): nuovo pronto soccorso dell’ospedale di Pescara, attesa che dura da 15 anni

Pescara. Il ritardo nella realizzazione del nuovo pronto soccorso dell’Ospedale Santo Spirito di Pescara ha toccato il traguardo, non certo invidiabile, dei 15 anni: la soluzione della gravissima problematica è tra i punti principali e più qualificanti del mio programma elettorale, nel quale la sanità ha la priorità”.

Così Vincenzo Serraiocco, candidato di Forza Italia alle regionali nel collegio provinciale di Pescara, denuncia la drammatica situazione strutturale e organizzativa in cui versa il pronto soccorso dell’ospedale di Pescara, alla luce del nuovo fermo ai lavori “per un inghippo legato ad una centralina elettrica, un fatto assurdo e inqualificabile se si considerano i disagi per cittadini e pazienti”.

“La nuova data per la conclusione dei lavori e della inaugurazione è stata fissata per la prossima estate, il che significa un’altra stagione estiva di passione per personale e cittadini e fa emergere con chiarezza la incapacità della maggioranza uscente di centrosinistra che manderemo a casa il prossimo 10 febbraio”, spiega Serraiocco, il quale sottolinea che “l’attesa ha ormai tre lustri, visto che la stesura del progetto risale al 2004. Comunque, dopo numerosi rinvii, i lavori avevano preso a marciare, ma, proprio nel momento in cui dall’assessorato alla Sanità della Regione e dalla direzione generale della Asl si cantava vittoria, sono state scoperte delle criticità che hanno portato al nuovo stop dei lavori e al rinvio della inaugurazione a data da destinarsi”.

L’inghippo è stato scoperto durante gli scavi nell’area destinata alla nuova struttura, “dove è stata scoperta una… centralina elettrica – denuncia ancora Serraiocco -. Ha davvero dell’incredibile, scoprire dopo dieci anni di lavori che in quel punto non si può operare. Tenuto conto dei tempi biblici che ci sono voluti, la cosa più elementare era quella di effettuare rilievi nell’area destinata al nuovo pronto soccorso”. Per Serraiocco, “i fatti mostrano la superficialità con cui ci si è mossi e questo a voler essere buoni, si tratta di una situazione non tollerabile perché stiamo parlando di un servizio di vitale importanza per la comunità di Pescara e provincia”.

Le criticità del vecchio pronto soccorso sono state sollevate ripetutamente dai vari manager che si sono avvicendati alla guida della Asl pescarese e dal primario della struttura, Alberto Albani, ma senza risultati”. “Il pronto soccorso di Pescara scoppia da molti anni”, chiarisce Serraiocco, “basta una verifica quotidiana per capire in quali condizioni lavorano medici e infermieri. Quanto all’organico, non possono essere gli annunci di nuove assunzioni a risolvere la cronica insufficienza dell’organico. Del resto i dati parlano chiaro: paragonato alle omologhe strutture di città della stessa grandezza, ad esempio Ancona, il pronto soccorso di Pescara registra il doppio di accessi durante l’estate con la metà del personale del capoluogo marchigiano. Per non parlare delle condizioni logistiche in cui devono muoversi le ambulanze, costrette a fare la gimkana per girare e ripartire dopo aver portato a destinazione i pazienti”.

Dopo l’ennesimo stop dei lavori, assessorato regionale alla Sanità e Direzione generale della Asl hanno fissato all’estate 2019 la conclusione dell’opera e la sua inaugurazione. “Anche se fosse questo il termine temporale è sempre toppo tardi”, avverte Serraiocco. “perché ci troveremo di fronte a una nuova emergenza, con l’attuale pronto soccorso preso d’assalto e gli ovvi disagi causati ai pazienti e agli stessi operatori. Quanto alla nuova struttura, una volta ultimati i lavori strutturali, dovranno essere realizzati quelli relativi agli impianti di climatizzazione, luce e gas. Vi sono poi ulteriori realizzazioni, come gli arredi, i pavimenti mentre il tetto è da completare. Con i tempi lunghi che hanno segnato questo progetto”, conclude il candidato azzurro, “sono già stati causati molti danni alla salute dei cittadini perché il pronto soccorso è il primo e strategico presidio sanitario sul territorio e il suo cattivo funzionamento incide negativamente non solo sulla salvezza immediata del paziente, ma anche sulle altre strutture dell’ospedale”.

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