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L’odissea di una scuola media di Sant’Omero, la storia di un progetto antisismico non realizzato, parola alla Procura

Sant’Omero. É la storia della ristrutturazione di una scuola media di Sant’Omero. Una scuola in cui i lavori non hanno seguito il progetto redatto dall’architetto che era stato incaricato, Francesca di Francesco. L’unico progetto  regolarmente approvato e finanziato dal Miur. Il progetto di variante, redatto dall’architetto Alessandro Laudadio e approvato dalla Giunta Luzi, che sostituiva e modificava radicalmente quello precedente, è stato quindi oggetto di un esposto alla magistratura. L’esposto sottolineava con forza, non tanto che il medesimo progetto era già stato oggetto di un appalto aggiudicato in via definitiva, quanto che il progetto finanziato ed appaltato prevedeva la messa in sicurezza della scuola con un intervento di adeguamento, mentre il progetto di variante, snaturando l’appalto eseguito dal Comune stesso e la natura tecnica dell’intervento, declassifica il lavoro in un miglioramento sismico.

I termini sono tecnici ma sostanzialmente differenti: l’adeguamento, infatti, identifica un intervento al seguito di cui l’edificio risulta antisismico e pienamente rispondente alle norme per gli edifici pubblici, mentre il miglioramento identifica un intervento che corregge la risposta sismica del fabbricato prima dei lavori, pur senza arrivare alla sicurezza dell’adeguamento. A chiudere tombalmente la questione ha provveduto la Corte di Cassazione penale VI sezione con la sentenza n. 190/2018, con la quale si sancisce la non prevedibilità dei terremoti e l’obbligo per gli edifici scolastici, in quanto luoghi pubblici, di rispondere alla norma antisismica, ribadendo che tale rispondenza sussiste solo ed esclusivamente se adeguati, ovvero con indice di vulnerabilità maggiore ed uguale ad 1.

Dopo l’approvazione e la realizzazione del progetto di variante, oggi la scuola media di Sant’Omero ha un indice di vulnerabilità pari a 0,809 per cui non solo non è antisismica ma è nettamente peggiorato rispetto all’1,039 del progetto finanziato e appaltato, poi snaturato dalla variante eseguita.

Per la Procura di Teramo, però, l’esposto che segnala quanto sopra rappresentato non evidenzia nulla di interessante ed il Pubblico Ministero, nella persona di Davide Rosati, ha chiesto l’archiviazione dell’esposto con un’unica riga di motivazione che riporta laconicamente che non emergono fatti di rilievo penale con buona pace della Cassazione e delle norme.

Alla richiesta di archiviazione, però, è stata presentata opposizione al Gip. Adesso tocca alla Procura, a cui tutti affidano la risposta finale di questa intricata vicenda per sperare in una scuola davvero sicura.

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