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Caso Tequila: la padrona ha rischiato anche di non riavere il corpo del suo amato pitbull

Montesilvano. Ancora dolore per Carla e la sua famiglia. Infatti, se non fosse intervenuto l’avvocato messo a disposizione dalla Lega del Cane, forse i proprietari non avrebbero neanche potuto piangere le spoglie della sfortunata cagnolina, abbattuta il 6 febbraio scorso da un agente della Polizia Locale di Montesilvano.

Il corpo del cane, infatti, era stato portato all’Istituto Zooprofilattico di Teramo per l’esame autoptico.

Con una telefonata, Carla finalmente era stata avvisata della possibilità di riavere Tequila recandosi nella sede pescarese dell’istituto: ma, giunta sul posto, gli addetti hanno cominciato a fare storie e non volevano inspiegabilmente restituire la cagnolina che la proprietaria intende cremare.

Questione risolta grazie alla mediazione del team legale dell’associazione animalista.

Una ferita, comunque, ancora aperta nell’opinione pubblica che, sabato scorso, si è mobilitata anche con un partecipato sit-in davanti al Comune e al Comando della Municipale.

Non si capisce davvero perché l’Istituto Zooprofilattico di Pescara abbia fatto tante difficoltà per restituire Tequila alla sua famiglia” commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Dopo quello che hanno subito non era davvero il caso di infierire cercando di negare loro la possibilità di dire addio alla loro cagnolina nel modo che ritenevano più opportuno. Sono personalmente in contatto telefonico con Carla e, come LNDC, continueremo a offrirle tutto il supporto di cui ha bisogno per andare fino in fondo a questa storia e ottenere la giustizia che merita”.

Voglio ricordare ancora una volta che Tequila era una cucciolona buonissima, come testimoniato anche dai tanti bambini intervenuti alla manifestazione in suo ricordo, che l’avevano conosciuta in occasione di una visita alla scuola primaria. Purtroppo però è stata vittima del pregiudizio che colpisce questa razza e di un agente di polizia municipale evidentemente impreparato a gestire un intervento che però rientra pienamente nei suoi compiti”, conclude Rosati.

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