The news is by your side.

L’associazione Pescara Punto Zero ricorda il decennale del terremoto con una serie di eventi

Pescara. L’associazione Pescara Punto Zero presenta una serie di eventi culturali per commemorare il decennale del terremoto dell’Aquila. Il primo è la mostra fotografica di Mario Fracasso “Immota Manet – Dieci anni di terremoto dell’Aquila”, un reportage fotografico dei territori colpiti che dimostra l’assenza delle istituzioni e l’abbandono dei cittadini aquilani. La mostra, aperta dal 5 al 7 aprile a Pescomaggiore e accompagnata da reading tematiche dell’attore Alessandro Blasioli, darà inizio ad una serie di eventi che, come un ponte simbolico tra i territori abruzzesi, si terranno la settimana successiva a Pescara, nel Circolo Aternino.

Il 16 aprile, ore 18, ci sarà la presentazione del libro “Nati alle 3.32” dell’omonimo collettivo aquilano. L’idea del libro nasce dall’esigenza di una contro-narrazione nel contesto della commemorazione istituzionale del decimo anno trascorso dal sisma. Con l’intento di ribadire che nessun “miracolo” è avvenuto all’Aquila, il libro racconta l’audacia e il coraggio emerso nei primi due anni di mobilitazione dopo il sisma, per contrastare una gestione della catastrofe che ha raggiunto in alcun casi picchi inediti, nell’Italia contemporanea, di autoritarismo e di malaffare. Saranno presenti gli autori Mattia Lolli, Alessandro Tettamanti e Daniele Poccia, moderati dal giornalista Luca Pompei.

A seguire alle 20.45 lo spettacolo di Alessandro Blasioli “Questa è casa mia – Dolor hic tibi proderit olim” (“Un giorno questo dolore ti sarà utile”), scritto da Damiano Pignedoli. Si tratta di un dinamico monologo che intreccia le storie di una famiglia e di due amici inseparabili, nel quadro doloroso e problematico seguente al terremoto che sconvolse l’Abruzzo e la città dell’Aquila nell’aprile 2009.

Il 17 aprile alle ore 21 presso il Circolo Aternino ci sarà la proiezione di “Yes We Camp”, documentario di Alberto Puliafito. Nato da una collaborazione con Repubblica Tv, il documentario prende il nome da una scritta comparsa sul cartellone di un giovane terremotato durante la manifestazione del 16 giugno, con la quale i terremotati chiedevano di rivedere il Disegno Legge che avrebbe approvato il Piano C.A.S.E.

Potrebbe piacerti anche