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Progetto del Moige, tutti uniti contro il bullismo e il cyberbullismo: i dati preoccupanti del fenomeno che riguarda sempre più giovanissimi

Montesilvano. E’ arrivato questa mattina, in piazza Diaz, di fronte al palazzo del Comune di Montesilvano, il Centro mobile di sostegno e supporto contro il cyberbullismo del Moige – Movimento italiano genitori, con il personale esperto per incontrare i ragazzi, i docenti e i genitori. Lunedì il camper si sposterà nella sede dell’Istituto Troiano Delfico.

La tappa di Montesilvano, unica in Abruzzo, rientra nel tour nazionale della campagna “Giro dell’Italia: Centro mobile di sostegno e supporto per le vittime di bullismo e cyberbullismo”, promossa dal Moige – Movimento italiano genitori con il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e il patrocinio di Anci e della Polizia di Stato. Tra gli strumenti operativi, oltre al centro mobile e al personale esperto di supporto, la rete di oltre 2.300 giovani ambasciatori, un numero verde e un sms dedicato.

«Tutte le iniziative per combattere il cyberbullismo, che sta diventando un serio problema sociale, un fenomeno purtroppo presente anche all’interno degli istituti scolastici, sono sempre benvenute», dice il sindaco di Montesilvano, «Accogliamo, quindi, con entusiasmo l’arrivo del Centro mobile del Moige che, ne sono certo, sarà visitato da tanti ragazzi e da tantissimi genitori, sicuramente preoccupati, come me, da un uso distorto delle tecnologie. Smartphone, computer e tablet sono oggi presenti in ogni casa e a disposizione dei nostri figli, anche in età tenerissima. Sono dispositivi che permettono formidabili potenzialità di crescita per i ragazzi ma nascondono dei rischi. Questi ultimi, con la dovuta attenzione, soprattutto da parte di noi adulti, possono essere tranquillamente disinnescati, questa è la ragione per cui, una corretta informazione, così come praticata dal Moige, può aiutare tante famiglie e tanti ragazzi a evitare di incorrere in errori».

«Siamo riusciti a portare in Abruzzo il Centro mobile di sostegno e supporto per le vittime di bullismo e cyberbullismo e siamo particolarmente orgogliosi di ospitarlo, in esclusiva, qui a Montesilvano», ha aggiunto Vittorio Gervasi responsabile Moige Abruzzo, «l’obiettivo è incontrare i ragazzi per aiutarvi a capire come prevenire atti di bullismo che, purtroppo accadono, e coinvolgere, in questo, anche genitori e docenti. Il Moige si contraddistingue per  la sensibilità verso i temi più caldi dell’attualità del momento e, sicuramente, il cyberbullismo è uno di questi».

 «La tutela dei minori on line e off line è un atto di responsabilità collettiva che, come testimoniato oggi, viene condivisa e supportata non solo dai genitori, ma anche dalle istituzioni nazionali e locali, dal mondo della scuola e delle forze dell’ordine, unitamente al mondo della tecnologia», dichiara Antonio Affinita, direttore generale del Moige, Movimento italiano genitori, «Il progetto che sta attraversando l’Italia mira a rafforzare la collaborazione tra scuola e famiglie e include tutti gli attori che desiderano essere in prima fila nella tutela dei nostri figli. Siamo certi che il nostro centro mobile contro il cyberbullismo, unito al protagonismo di migliaia di giovani ambasciatori, saranno strumenti efficaci per combattere il cyberbullismo», conclude Affinita.

IL PROGETTO

Giro dell’Italia: Centro mobile di sostegno e supporto per le vittime di bullismo e cyberbullismo è un progetto promosso dal Moige, con il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e il patrocinio di Anci e della Polizia di Stato. Raggiungerà 462 scuole primarie e secondarie di I e II grado del territorio nazionale per informarli e formarli contro i pericoli del cyberbullismo e per un web sicuro.

Attraverso la metodologia del peer to peer, con attività educational interattive, materiali didattici e open day sarà promossa una maggiore consapevolezza delle problematiche legate all’utilizzo improprio del web,  con particolare riferimento al fenomeno delle ‘fake news‘.

I punti qualificanti dell’azione progettuale riguardano:

  •  il Tour del “Centro mobile di prevenzione, sostegno e supporto contro il bullismo e il cyberbullismo”, un ufficio itinerante che raggiungerà direttamente  le scuole e i comuni che lo richiederanno con gli psicologi esperti della Task force antibullismo del MOIGE;
  •  la formazione diretta di oltre 2.300 “Giovani ambasciatori contro il bullismo”, cinque alunni per scuola che diventeranno Ambasciatori della lotta al cyberbullismo rappresentando un punto di riferimento a cui i ragazzi potranno rivolgersi per chiedere aiuto o per segnalare eventuali episodi di bullismo e cyberbullismo che si verificano all’interno dell’istituto di appartenenza. La costruzione della “Rete degli Ambasciatori”  garantisce efficacia e maggiore impatto al progetto perchè i ragazzi, attraverso la loro esperienza diretta e supportati dai docenti e dalla Task del MOIGE, saranno in grado di formare altri ragazzi come “Ambasciatori” dell’Istituto;
  •  la formazione su piattaforma dedicata per i docenti, che permetterà loro di acquisire crediti formativi;
  •  il coinvolgimento diretto dei genitori nelle attività di formazione e sensibilizzazione;
  •  il coinvolgimento degli stakeholder locali nelle attività onfield per l’avvio di una collaborazione in rete tra famiglie, Enti del terzo settore, Istituzioni, Amministrazioni locali, Forze dell’Ordine ed enti privati, per mettere a sistema azioni congiunte elaborate sul bisogno della comunità e sulla capacità di risposta di ciascun territorio locale.

Il numero verde 800 93 70 70 e il numero di messaggistica 393 300 90 90  semplifica il contatto con i minori per le richieste di informazioni, aiuto, sostegno.

I DATI SUL FENOMENO

 Questi i dati aggiornati sul fenomeno della Polizia di Stato e del Moige – Movimento Italiano Genitori.

 

 

 

StalkingDiffamazione

on-line

Ingiurie

Minacce

Molestie

Furto di

identità digitale

su social network

Detenzione e

Diffusione di materiale pedopornografico

SextortionTotale
Casi trattati

2017

127897765933355
Casi trattati

2018

14109123604043389*
●        Dei 389 casi trattati:

240 casi con vittime con età compresa tra i 14 e 17 anni;

88   casi con vittime con età compresa tra i 10 e 13 anni;

18   casi con vittime di età inferiore a 9 anni;

43   casi di sextortion.

I DATI DEL MOIGE

I dati dell’indagine sul cyberbullismo e sull’utilizzo dei social, coordinata dal Prof. Tonino Cantelmi dell’Università Europea di Roma, ha un campione di ricerca costituito da ben 2.778 ragazzi dagli 8 ai 18 anni.

È una generazione super tecnologica e iperconnessa: l’81% afferma che tutti i dispositivi presenti a casa sono connessi ad internet.

L’intero totale del campione controlla i propri profili online, il 55% li aggiorna più e più volte nel corso della giornata per non tralasciare nessun dettaglio di ciò che accade.

I ragazzi sono connessi su più social contemporaneamente, fino ad arrivare anche a 5, i più utilizzati sono: Instagram 77,4%, Youtube 62,3%, Snapchat 35,7% e in netto declino rispetto agli anni precedenti Facebook 33,9%.

In merito all’utilizzo degli smartphone, circa il 21% del campione abitualmente gira video e li diffonde tramite i social.

Il 31% del campione ha dichiarato di essere stato un “cyberbullo“, facendo girare video imbarazzanti per prendere in giro i compagni e 1 su 2 condivide immagini personali. Un dato allarmante soprattutto se pensiamo al fenomeno del sexsting.

Preoccupanti i dati sulle fake news: ben 8 ragazzi su 10, cioè l’83% del campione, non verifica la veridicità dei contenuti che legge online e il 47% ritiene poco corrette e attendibili le informazione su Internet.

Non si procede, dunque, ad un controllo più approfondito delle notizie nonostante ci sia il sospetto di trovarsi di fronte alla possibilità di essere mal informati.

Otto ragazzi su 10 si fidano solo delle loro capacità personali e dell’istinto per distinguere le informazioni vere da quelle false, con un’alta esposizione al rischio di validare notizie false.

Inoltre, più della metà del campione (circa il 55%) ha dichiarato di aver creduto ad una fake news.

Emerge, infine, un basso controllo sulla vita online dei ragazzi: il 63% del campione esplora il web in solitudine, nella propria stanzetta o in giro per casa con un pc portatile.

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