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Sanità, gli Ordini delle professioni infermieristiche (Opi) d’Abruzzo incontrano l’assessore regionale Verì

Pescara. I rappresentanti dei quattro Ordini delle professioni infermieristiche (Opi) abruzzesi, che rappresentano oltre 11mila professionisti iscritti agli albi provinciali, incontreranno domani, mercoledì 17 aprile, a Pescara il neo assessore alla Salute della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì, per ribadire la disponibilità degli infermieri alla progettazione e realizzazione di nuovi modelli organizzativi e sottoporle quattro proposte per migliorare la sicurezza e l’efficienza del sistema sanitario regionale.

Giancarlo Cicolini, presidente dell’Opi di Chieti, Maria Luisa Ianni (L’Aquila), Irene Rosini (Pescara) e Cristian Pediconi (Teramo) chiederanno innanzitutto di applicare in modo uniforme gli atti aziendali delle Asl, in particolare per quanto riguarda l’istituzione dei Dipartimenti delle professioni sanitarie, finora attivati a macchia di leopardo.

Altro punto è la rideterminazione del fabbisogno del personale sanitario, attualmente legato a due modalità differenziate di calcolo – per aree assistenziali rispetto a infermieri e comparto in generale, per unità operative per quanto riguarda i medici – aumentando gli squilibri tra queste figure. Soprattutto, bisogna velocizzare le procedure dei concorsi pubblici per reclutare personale, in vista dei pensionamenti dovuti al meccanismo di “quota 100”.

Occorre, inoltre, riorganizzare l’assistenza territoriale, a partire da quella domiciliare (appaltata ai privati tramite convenzioni in scadenza), ampiamente deficitaria, come dimostra il numero di accessi sproporzionati di codici verdi e bianchi (non urgenti) nei Pronto soccorso degli ospedali abruzzesi. Per Cicolini, Ianni, Rosini e Pediconi occorre potenziare nuovi modelli organizzativi come gli ambulatori infermieristici, l’infermiere di famiglia, gli ospedali di comunità a gestione infermieristica.

All’assessore Verì l’Opi chiederà infine di attivare un tavolo tecnico permanente in Regione con la presenza attiva dei rappresentanti degli infermieri nella programmazione, revisione e riorganizzazione del sistema sanitario regionale.

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