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A Pescara brucia il simbolo della città: Riserva assediata dalle fiamme, emergenza senza fine

Pescara. Sono scene surreali quelle che si sono viste oggi in città: le fiamme hanno raggiunto le abitazioni, c’è stato un fuggi fuggi dalle spiagge dove si sono alzate alte colonne di fumo nero e il fuoco ha raggiunto avvolto persino le palme del lungomare.

Indelebili i danni nella Riserva Dannunziana, la grande pineta patrimonio cittadino. A fine giornata si contano una decina di intossicati, centinaia di persone evacuate, poco meno di una decina gli stabilimenti devastati.

Cinque le persone trasportate in ospedale, tra queste una bambina e due suore che erano in una struttura che si trova nell’area interessata dal rogo.

La Procura di Pescara ha aperto un fascicolo e si indaga col forte sospetto della matrice dolosa. Risultano già tre differenti punti di innesco delle fiamme.

Ma è l’intera Regione Abruzzo ad essere mobilitata per l’emergenza incendi e a richiedere mezzi e risorse a Roma, in una giornata che ha visto le fiamme divampare praticamente in tre quarti d’Italia.

“Ci sono fronti aperti in ogni provincia”, spiegano dalla Regione in serata. Le fiamme hanno colpito duro infatti anche in Val di Sangro, dove lambiscono fabbriche e capannoni.

I roghi divampati con la tragica complicità delle temperature roventi e del forte vento di libeccio hanno interessato anche le Marche, soprattutto l’Anconetano, il Molise nel Teramano (qui ospiti del camping di Campomarino si sono riversati in mare per fuggire alle fiamme), la Puglia, dove un operaio è morto a seguito di un malore mentre eseguiva un intervento, e la Sicilia dove sono attivi maxi roghi da ben tre giorni.

Disagi anche in Toscana: le fiamme hanno ostacolato per diverse ore la viabilità dell’Autosole, all’altezza di Lucignano (Arezzo).

A Pescara, la morsa di fuoco ha cominciato a minacciare case e bagnanti nell’area sud del capoluogo abruzzese nella tarda mattinata quando le temperature hanno raggiunto soglie record (39 gradi) e il forte vento di libeccio si è fatto alleato potente delle fiamme.

Un posto medico avanzato è stato immediatamente allestito nell’area colpita ed è stato attivato il protocollo delle maxi emergenze.

I vigili del fuoco sono entrati in azione in azione con gli elicotteri, mentre aiuti e rinforzi sono stati inviati anche dalla Toscana. In campo su tutto il territorio nazionale la Protezione civile, che oggi ha dato risposta a 43 richieste di intervento.

Rimane critica la situazione anche in Sicilia con centinaia di ettari andati in fumo nell’ennese e nel Parco delle Madonie: a seguito della richiesta avanzata dalla Regione, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha firmato ieri sera un Dpcm con la dichiarazione dello stato di mobilitazione nazionale del sistema di protezione civile.

Tutto questo mentre il Nord Italia, con la Lombardia in testa, già vittima del maltempo nei giorni scorsi con gravi danni nel comasco, viene nuovamente flagellata da forti piogge e grandinate.

Deviato per alcune ore il traffico aereo all’aeroporto di Orio al Serio, con voli atterrati nelle vicine Malpensa e Linate ma anche Nizza e Roma.

Particolarmente violenta la grandinata della notte in val Brembana con chicchi grandi come noci. Ventidue gli interventi dei vigili del Fuoco che si sono resi necessari.

Del materiale roccioso si è staccato invece a causa dei fulmini all’interno della galleria sul Sebino fra Tavernola Bergamasca e Predore. I detriti sono finiti sulla carreggiata, ostruendo il passaggio e creando disagi per la viabilità.

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