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Acerbo, segretario nazionale del partito di rifondazione comunista scrive al Prefetto di Chieti

Chieti. Il segretario nazionale del partito di rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, scrive al prefetto di Chieti che “in questi giorni sono state ricevute segnalazioni da parte di lavoratrici e lavoratori che svolgono la loro attività lavorativa all’interno dello stabilimento Sevel di Atessa. Parliamo di una realtà produttiva con più di 6.200 addetti. Anche sui social vengono segnalate situazioni che sono completamente in contrasto con i recenti dettami normativi emergenziali adottati dal Presidente del Consiglio per contrastare il diffondersi del “Coronavirus. Si legge che mancano igienizzanti, mascherine e guanti. Non viene garantita neanche la norma precauzionale del metro di distanza”.

“Inoltre si fa presente che molti arrivano con autobus affollati. Sollecito l’adozione di provvedimenti volti al pieno rispetto dei decreti adottati, e laddove ciò non sia possibile si richiede la sospensione del lavoro per alcuni giorni.Si ha motivo di ritenere che la situazione evidenziata non riguardi solo lo stabilimento Sevel ma la quasi totalità dei luoghi di lavoro”.

“E’ un dovere salvaguardare”, conclude Acerbo”, la salute di lavoratrici e lavoratori che non possono essere considerati cittadine/i di serie B e senza controlli che riguardino chi non può restare a casa tutti gli inviti a comportamenti responsabili risultano inefficaci”.

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