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Addio a don Palmerino, istituzione religiosa di Pescara: il cordoglio del sindaco

Pescara. “La scomparsa di don Palmerino Di Sciascio addolora l’intera città di Pescara che lo ha visto protagonista per decenni e ne ha saputo conoscere e apprezzare le qualità di sacerdote e di uomo. Il suo nome, la sua opera di religioso sono profondamente legati alla chiesa della Beata Vergine Maria del Rosario, che lui stesso volle agli inizi degli anni ’50 nel cuore di piazza Duca degli Abruzzi e che da subito è diventata luogo di aggregazione, non solo per il culto, ma anche per un senso diffuso di socialità”. Inizia con queste parole commosse il ricordo del sindaco Carlo Masci. 

“Don Palmerino svolgeva la sua missione pastorale anche nelle scuole, sia nelle vicinissime elementari di via Cavour, sia alle medie, sia al liceo classico. Si è dedicato agli altri, sempre con dedizione e con instancabilità. Per i giovani di più generazioni è stato un punto di riferimento di formazione cristiana, per gli anziani ha rappresentato il sacerdote del conforto e della buona parola. La sua profonda cultura, spesa in ambito teologico e giuridico, ha saputo indirizzarne l’azione pastorale e quella di guida della comunità. Ha voluto che la sua chiesa fosse un luogo aperto a tutte le manifestazioni del sociale, dal cinema parrocchiale al teatro, dai concerti agli incontri culturali, facendola crescere anche nelle dimensioni e nel diversificato spirito di servizio. Non mancava di celebrare ogni giorno e fino a poco fa la santa messa pomeridiana, assieme a don Battista Arena, che aveva raccolto il testimone del suo percorso di fede.

La città di Pescara, lo scorso anno, ha reso omaggio a don Palmerino assegnandogli il Ciattè d’Oro, proprio in riconoscimento della sua opera di apostolato e di vita, intesa in tutte le sue declinazioni. Per Pescara è stato un’istituzione non solo in ambito religioso. Ha lasciato detto che la chiesa della Beata Vergine Maria del Rosario era ‘una parrocchia di nobili di cuore, che ho tirato su per il popolo che mi ha apprezzato e che mi ha voluto bene’.

Di lui ci resta un ricordo affettuoso proprio per il bene che ci ha voluto e gli abbiamo voluto”, conclude Masci.

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