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Aggressione omofoba Pescara, evento in città contro legge Zan: è di nuovo polemica

Il centrosinistra attacca la Giunta Masci: "ora basta, non è la città dell'omofobia"

Pescara. Ancora polemiche a Pescara, questa volta per la manifestazione “Restiamo liberi” organizzata per dire no alla legge Zan sull’omotransfobia domenica 12 luglio, nella piazza principale. Solo pochi giorni fa il Consiglio comunale ha bocciato l’ordine del giorno “Interventi contro l’omofobia” presentato dalle opposizioni di centrosinistra dopo che un 25enne, nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, è stato aggredito da un branco di minorenni mentre passeggiava sul lungomare con il fidanzato. Sempre la scorsa settimana altre polemiche per la mancata concessione di Largo Mediterraneo per il flash mob finale della pride week regionale.

“La destra non si ferma, e vuole trasformare Pescara nella capitale dell’odio”, attaccano i consiglieri comunali di centrosinistra, sottolineando che “dopo aver negato la solidarietà al ragazzo picchiato perché colpevole di passeggiare mano nella mano con il fidanzato, ora organizza proprio a Pescara una manifestazione omofobica. Adesso basta, sindaco e maggioranza consiliare prendano le distanze da questa degenerazione. Abbiamo appreso sgomenti della concessione di piazza Salotto a una manifestazione di protesta contro la legge sull’omo-bi-transfobia. Pescara non è la città dell’omofobia e non lo sarà mai”.

Interviene anche il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, che precisa come secondo lui “non gli è bastato il pestaggio omofobo e il vergognoso voto del Consiglio comunale. Ora convocano pure una manifestazione contro la proposta di legge contro l’omofobia. La manifestazione è promossa da esponenti dei partiti che hanno votato contro la costituzione di parte civile del Comune contro i vigliacchi che hanno mandato all’ospedale un giovane di 25 anni. Diamo una risposta di civiltà. Propongo a tutte le mie concittadine e ai miei concittadini che non condividono questa intolleranza di ritrovarci in un’altra piazza centrale, piazza Sacro Cuore, alla stessa ora. È ora che si dica basta”.

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