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“Anche i partigiani però…”, la presentazione on line del libro di Chiara Colombini

Chieti. Sarà presentato mercoledì 9 giugno 2021, nel corso di un evento pubblico organizzato on line dalla Fondazione Brigata Maiella, il volume di Chiara Colombini, Anche i partigiani però… (Laterza 2021). La presentazione è inserita nella Rassegna “Questione di Resistenze”, che vuole favorire la conoscenza dei più aggiornati prodotti della ricerca storica sui fenomeni plurali delle Resistenze.
Tra oblio e approssimazioni, rimozione e interessata rilettura, alcuni pregiudizi pericolosi tendono a mettere in discussione il significato storico, politico ed etico della Resistenza. Il libro di Chiara Colombini, Anche i partigiani però…propone una lucida disamina dei meccanismi di revisionismo che prendono sempre più piede nella nostra società, attraverso il linguaggio pubblico ed un uso politico della storia, e tenta di ridimensionarli, uno per uno, con accuratezza e metodo storiografico.
L’elenco delle falsificazioni sulla stagione della Resistenza – secondo l’autrice – è lunghissimo e continua a rafforzarsi a dispetto di ogni prova contraria. La distanza temporale rende il ricordo degli eventi sempre più sbiadito e l’interesse verso la verità sempre più tenue. Dal dopoguerra ad oggi, alcune accuse hanno trovato crescente spazio registrando una ingiustificabile diffusione negli anni Novanta, fino ad entrate a far parte del nostro quotidiano sotto forma di luoghi comuni difficili da sfatare.
La lotta partigiana fu un “derby tra fascisti e comunisti”, un conflitto tra minoranze contrapposte a cui la maggioranza della popolazione rimase estranea? Dato che furono gli Alleati a sconfiggere i tedeschi il ruolo dei partigiani fu davvero determinante per liberare l’Italia? La loro iniziativa non alimentò piuttosto uno scontro fratricida, scatenando anche sanguinose rappresaglie? Il rapporto tra Resistenza e popolazione fu improntato ad una scarsa solidarietà? Ed infine, la storia “mitizzata” della Resistenza è stata scritta dai vincitori? Simili dubbi offrono legittimazione ad un passato “scomodo”, il passato più buio della storia d’Italia.
Se poi ci si chiede perché circolino ancora tali mistificazioni si entra nel secondo piano di lettura offerto dal libro che si interroga sull’oggi, sul presente più che sul passato. Quale ideologia ispira il nostro tempo e se sia opportuno etichettare come “fascista” una mentalità che in oltre Settant’anni ha chiamato in causa situazioni politiche e relazioni sociali di volta in volta differenti è un tema non nuovo, ma quanto mai attuale. Ha visto interrogarsi storici, scrittori, intellettuali del calibro di Pasolini, Eco, non ultima Chiara Colombini. La sua ricetta contro questa perdurante offensiva ai danni della Resistenza è il ritorno puntuale alla storia. Una storia che non ha bisogno di retorica, né di enfasi. L’autrice invita pertanto a riappropriarsi della complessità, a contestualizzare e capire gli
eventi, per un esercizio vigile della memoria.
Applicando il suo metodo è facile allora dare risposta anche al provocatorio “negazionismo” su Bella Ciao. Così, quando il deputato leghista on. Basini, proprio ieri, ha sostenuto che “nessun partigiano ha mai cantato Bella Ciao”, il ritorno puntuale alla storia evidenzia in modo inequivocabile come invece sia stata cantata dai partigiani della Brigata Maiella e da altri gruppi di combattenti marchigiani e romagnoli (vedi Bermani 2020, Flores 2020 e Mattoscio 2020). I testi sono certamente diversi e da ognuno rimaneggiati, ma l’aria è sempre la stessa. Anche in questo caso, perciò, si
dimostra che la storia fa giustizia: se Fischia il vento fu la canzone più cantata durante la Lotta di Liberazione, Bella Ciao fu cantata dai resistenti che, a fianco degli Alleati, risalivano lungo la dorsale appenninica e adriatica, ed ora, non a caso, è l’inno di tutti i resistenti del mondo.
Dopo i saluti introduttivi del Presidente dalla Fondazione Brigata Maiella, Nicola Mattoscio, discuterà con l’autrice Filippo Focardi, professore ordinario di storia contemporanea all’Università di Padova.

L’evento sarà visibile il 9 giugno 2021 dalle ore 17.30 sul profilo Facebook della Fondazione Brigata Maiella al seguente link https://www.facebook.com/Fondazione-Brigata- Maiella-1594887637406894

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