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Arriva a Pescara la mostra “Est e Ovest tra convergenze creative e ricerche identitarie”. Come la caduta del muro ha influenzato l’Europa

Pescara. Sabato 18 gennaio 2020, alle ore 17,00, presso la Maison des Arts della Fondazione Pescarabruzzo, in Corso Umberto I, 83 a Pescara, sarà inaugurata la mostra “Est e Ovest tra convergenze creative e ricerche identitarie in Europa: riflessioni artistiche a ridosso dei 30 anni dal Muro di Berlino”.

Cosa ha rappresentato e quali conseguenze ha prodotto in Europa e nel mondo il 1989? Portando con sé la dissoluzione dell’URSS e il mutamento degli equilibri politici e strategici in tutta l’Europa dell’Est, la caduta del Muro di Berlino, simbolo della Guerra Fredda, ha rappresentato la fine delle divisioni che avevano spaccato il continente ed il mondo intero all’indomani del secondo conflitto. Un evento epocale, assurto ad emblema del cambiamento e della democratizzazione nella storia dei movimenti politici e della sinistra, in particolare, ma anche nella storia dei cittadini, non solo tedesco-orientali, che all’ombra di quell’Europa divisa avevano vissuto le proprie esistenze.

Gli artisti internazionali della mostra “Est e Ovest tra convergenze creative e ricerche identitarie in Europa: riflessioni artistiche a ridosso dei 30 anni dal Muro di Berlino” hanno affrontato il tema del mutamento dei valori sociali e politici dopo il 1989, esplorando il vasto campo dell’elaborazione delle ideologie e delle mutate mappe mentali di riferimento, alla luce dell’attualità nei rispettivi paesi di provenienza, sia dell’Est che dell’Ovest. Le date simboliche sono affascinanti ma rischiano di deformare, a volte, la percezione della storia, che non procede quasi mai per cesure e radicali discontinuità; ciò suggerisce di guardare al 1989 risalendo più indietro nel tempo e scendendo nei dettagli del Novecento.

“Est e Ovest tra convergenze creative e ricerche identitarie in Europa” è quindi un progetto di elaborazione profonda della memoria attraverso l’atto creativo. Dipinti e sculture nascono da un reale processo di assorbimento ed interpretazione dei fatti storici: le opere in mostra sono prima di tutto testimonianze artistiche in sé, poi anche strumenti che favoriscono il ricordo di un passato da tramandare; un passato aperto verso un futuro inclusivo ed accogliete. Non si può sottacere, infatti, che la caduta del Muro aveva fatto sperare nella nascita di un’Europa più ampia, democratica e pacificata. Le opere, nel loro protendersi verso il domani rievocano anche le aspettative degli artisti verso società possibili, inclusive e dialoganti. Tali riflessioni sono ancora di grande attualità, soprattutto alla luce dei preoccupanti fenomeni di sovranismi e nazionalismi riemergenti.

Interverranno: Nicola Mattoscio, Direttore generale della Fondazione Pescarabruzzo, Cinzia Pierantonelli, Curatrice della mostra, Antonio Zimarino, Professore e critico dell’arte.

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