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Blasioli su Bussi: Le nostre denunce hanno smosso ma il sito inquina ancora e servono misure di emergenza e bonifica

Bussi. “Il grande impegno da consigliere regionale sul fronte discarica di Bussi e lo straordinario lavoro della Commissione regionale d’Inchiesta presieduta da Giovanni Legnini e operativa da poco meno di un mese con il compito di avviare la bonifica e un’opera di conoscenza e consapevolezza, stanno dando i primi, concreti e importanti frutti”. In queste parole la soddisfazione del consigliere regionale Dem Antonio Blasioli sulla vicenda ambientale riguardante il comune del pescarese.

“Dopo la mia denuncia sullo stato del capping, il manto cautelativo del sito inquinato nelle aree comprese tra la discarica 2b e l’area Turbogas, squarciato su più punti – prosegue Blasioli – è partita la diffida del Ministero che con Polizia provinciale, Carabinieri Forestali, Arta, Comune di Bussi, Regione e parti imprenditoriali era stato uno dei destinatari della mia missiva in proposito, ed Edison si è detta disponibile ad agire per mettere a posto il capping, nonché la funzionalità delle pompe delle stazioni di pompaggio nelle discariche 2a e 2b, riattivando un’attenzione sulla messa in sicurezza che era addirittura ferma dal 2018. All’interessamento della Commissione, dove a fronte delle prime audizioni (Arta, Ministero, Comune, associazioni) è emersa da subito la gravità della situazione, documentata da dati e riscontri puntuali ad opera dei tecnici che da 12 anni monitorano le condizioni ambientali dell’intera zona del Sin, è seguita anche la diffida del Ministero a Edison, che era stata già individuata come soggetto inquinante dall’Ordinanza della Provincia a firma del presidente Antonio Di Marco, affinché facesse partire la bonifica delle aree 2A e 2B entro il termine di 20 gg”.

“A questo si aggiunge ora un’altra ordinanza che attendevano e sempre della Provincia che individua in Edison il responsabile anche dell’inquinamento dell’area industriale, oggi di proprietà della Società chimica Bussi, atto importantissimo perché ordina alla società di continuare ed eventualmente integrare le misure di prevenzione di MISE in atto ai sensi dell’articolo 242 del Titolo V della parte IV del decreto legislativo 152/2006 nelle aree interne dello stabilimento industriale di Bussi, lungo il fiume Tirino che passa all’interno del sito industriale, nelle acque di falda sottostanti, da monte a valle e farlo nel termine di 30 giorni dal ricevimento dell’ordinanza. Misure atte a tutelare l’ambiente dalle sostanze tossiche che continuano a inquinare l’area, non solo del Comune, ma di tutti i centri ricompresi nel SIN, i terreni contaminati presenti nelle aree industriali interne, contenenti vari metalli soprattutto piombo, mercurio, arsenico, alluminio, zinco, composti organici clorurati quali tetracloroetilene, tricoloroetilene, cloroformio, cloruro di vinile idrocarburi e alogenati sono riconducibili alle produzioni alle sostanze impiegate durante il periodo di proprietà e gestione diretta di Montedison”.

“Dunque: più lavoro approfondito si fa su Bussi, meglio e prima sarà avviata la bonifica che aspetta da 12 anni. Più rumore si fa sullo stato attuale in cui versa la discarica e sulle sostanze che rilascia, meglio e prima chi di dovere interverrà per la dovuta messa in sicurezza. Sulla storia e soprattutto sul futuro di questo sito bisogna tenere un fronte comune determinato e operativo perché venga bonificato, non sia più una minaccia per l’ambiente della Val Pescara e non sia più in buco nero della regione, la peggiore minaccia sulla salute di decine di migliaia di persone”.

“Non è difficile immaginare – argomenta – che anche questa ordinanza sarà impugnata da Edison come la precedente, ma confidiamo nelle risultanze già accertate nel processo penale e confermate dalla pronuncia della Cassazione e dalle motivazioni della sentenza del Tar di Pescara sull’impugnativa Edison e ora che è stato individuato il soggetto inquinatore possiamo chiedere a gran voce che Edison esegua immediatamente le misure di Prevenzione e di Mise, soprattutto alla luce delle risultanze e analisi Arta che ancora in questi giorni ci comunicano dati allarmanti per i gas sotterranei e la qualità dell’aria sia laddove le misure del Mise non funzionano più, sia dove sono state adottate senza effetti concreti, come nell’aria Tre Monti”.

“Ora – conclude l’eponente regioanle del Partito democratico – come per l’area industriale ci aspettiamo che venga individuato il soggetto inquinatore anche sull’area Tre Monti e su quella di Piano d’Orta”.

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