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Coronavirus, il Comune di Pescara dona ai bisognosi 350 pacchi di generi alimentari, valore 40mila euro

Pescara. Il Comune di Pescara è costantemente impegnato per far sentire in maniera concreta le istituzioni vicine alle esigenze dei cittadini alle prese con le difficoltà del quotidiano. Il presidente del Consiglio comunale Marcello Antonelli rende noto che, con la collaborazione della Fondazione Banco di Napoli e grazie alla rete delle parrocchie e delle associazioni di volontariato, e a cura della catena Decò, da oggi sono in distribuzione 350 pacchi contenenti generi alimentari e beni di conforto, del valore commerciale di circa 40mila euro.

Sono stati i parroci a segnalare una serie di nominativi di famiglie particolarmente bisognose e in sofferenza, alle quali far arrivare un segnale di solidarietà in una fase critica, in cui la chiusura di molte attività, col conseguente crollo verticale del reddito, rende problematico persino fare la spesa.

«Pur nella consapevolezza di non poter aiutare tutti e subito – così il presidente Antonelli – intendiamo testimoniare la vicinanza del Comune alle persone più in difficoltà. Se i privati, con sensibilità e tempismo, si sono fatti carico dei costi economici, la Chiesa ha saputo tradurre i segnali sociali consentendo all’Amministrazione l’indirizzo dell’azione politica. Vanno ringraziati per quest’impegno il vice presidente della Fondazione, Vincenzo Di Baldassarre, nonché il personale della Protezione civile che si occupa delle consegne a domicilio».

E proprio sulla necessità di azioni mirate di intervento sulle famiglie pescaresi, attraverso una programmazione razionale, fa leva il sindaco Carlo Masci, promotore di un tavolo di concertazione con le forze imprenditoriali e del volontariato, per un più diffuso sistema di assistenza e di sostegno.

«Dobbiamo andare oltre le pur lodevoli iniziative che fortunatamente ci sono state e continuano a esserci, nella consapevolezza che il diritto alla dignità si è allargato a più fasce sociali, fino a poche settimane fa impensabili. C’è già stato un crollo del fatturato di diverse categorie alle quali occorre fornire risposte certe. I piani operativi devono essere diversificati, col contributo delle categorie in attività, ampliando anche la fornitura di servizi. Trovo molto triste – continua Masci – vedere i nostri anziani in fila davanti alle Poste e ai supermercati, soprattutto in giorni in cui le condizioni meteorologiche sono inclementi. Questo è inconcepibile. Chiedo pertanto ai titolari  degli esercizi commerciali e pure alla grande distribuzione di farsi carico da subito di un più ampio ventaglio di consegne gratuite a domicilio, razionalizzando ordini e tempistica. Siamo entrati nella fase critica della lotta al Coronavirus e attendiamo risposte certe dalla scienza sul superamento del picco dei contagi. Restare a casa ha un prezzo che è alto e di cui occorre che tutti ci facciamo carico, ognuno per la sua parte, ognuno sacrificando tempo e risorse per il bene della collettività. Dimostriamo con i fatti di essere una comunità solidale, non solo un insieme di persone che vivono nella stessa città».

Il primo cittadino insiste poi sulla necessità di chiedere al Governo e alla Regione Abruzzo, ognuno per quanto di competenza, l’autorizzazione a rimodulare le risorse destinate al sociale per orientarle verso le pressanti emergenze economico-sociali scaturite dalla pandemia di Coronavirus. 

«Mi farò personalmente portavoce di queste necessità nei confronti dello Stato e della Regione. Ciò sta a significare anche “meno burocrazia”. Oggi il quadro dei bisogni – sottolinea Masci – è totalmente cambiato. Dobbiamo rivolgere l’indirizzo delle garanzie sociali verso nuove esigenze e nuove prospettive. Ma tutto questo va fatto subito, senza incertezze e senza attendismi, perché altrimenti ogni sforzo potrebbe risultare vano. Non possiamo permettercelo, da nessun punto di vista». 

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