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Coronavirus, intervista esclusiva a Maurizio Valloreo, medico e assessore a Città Sant’Angelo: “A fine mese avremo sconfitto il Covid-19”

La ricetta del dottore: l'Italia non può farsi cogliere impreparata, bisogna riempire le caserme dismesse di mascherine, guanti, occhiali e tutti i dispositivi di protezione

Città Sant’Angelo. Una persona schietta e preparata, punto di riferimento per la comunità angolana: è Maurizio Valloreo, medico di famiglia e assessore alla Sanità del Comune di Città Sant’Angelo, eletto l’anno scorso nella Giunta di centrodestra del sindaco Matteo Perazzetti. Il dottore ha rilasciato un’intervista esclusiva a PescaraLive e AbruzzoLive. Ai tempi della “bestia” virale, come l’ha etichettata, ci confessa di avere appena salvato una vecchietta da morte sicura. “Posso affermare che sconfiggeremo questo maledetto virus tra qualche settimana”, ci ha rivelato inoltre con un certo margine di certezza.

Approfondiamo la situazione dell’emergenza in Abruzzo.

1) A che punto è la situazione, considerando anche la curva dei contagi? 

La curva dei contagi sarà in discesa, ora altre nazioni stanno andando verso il picco: Spagna, Svezia, America. 

2) Per Città Sant’Angelo si era parlato di un rischio focolaio. Cosa può dirci su questo?

No, non c’è mai stato alcun rischio focolaio.

3) Lei, da medico di famiglia e assessore, è in prima linea nella gestione della crisi: com’è cambiato il suo lavoro?

Sto combattendo quotidianamente una guerra terribile, un po’ come accadde durante il drammatico conflitto del 1915. Svolgo turni di 12, 13, 14 ore, anche il sabato e la domenica. Ricevo telefonate da tante persone, non solo dai miei pazienti: tutti cercano una rassicurazione medica, hanno paura, mi supplicano di dar loro mascherine ma non ne ho in numero sufficiente per tutti. A volte è stancante e stressante anche solo parlare di questo argomento. Sto rinunciando alla mia vita personale, alla mia vita politica. Il mio lavoro da assessore lo sto portando avanti dall’ambulatorio, la mia trincea, dove prestano servizio sei unità mediche. 

4) Secondo Lei, a livello nazionale, si sta gestendo bene l’emergenza?

Assolutamente no e il Governo, quando tutto sarà finito, subirà le conseguenze di ciò che è stato causato in modo avventato, senza un piano sanitario di gestione della crisi. Si fanno tante belle manifestazioni con la Protezione civile, su come affrontare terremoti, maremoti, inondazioni: è giusto, per carità, ma noi abbiamo già vissuto tragiche esperienze di gravi patologie infettive, come Spagnola, Sars, Ebola e tutto ciò non ci ha insegnato nulla. La colpa è anche di quei politici che hanno preceduto l’attuale classe dirigente: si sarebbero potute usare tutte le caserme dismesse in Italia, dove forse ci balleranno solo i topi (come la Spinucci di Chieti) e adibirle a magazzini di dispositivi di protezione, da usare all’occorrenza. In prossimità della loro scadenza, si sarebbero potuti donare al personale degli ospedali. Avremmo abbattuto la minaccia virale in molto meno tempo e ora, invece, la stiamo sconfiggendo sulla nostra pelle. Il distanziamento sociale non basta. Ci siamo fatti trovare impreparati per una situazione che era prevedibilissima. Il ministero della Sanità dovrebbe essere scorporato, così come è stato fatto per l’Istruzione: una parte dovrebbe essere dedicata solo agli ospedali. Le posso dire che, ad oggi, noi medici non abbiamo avuto una mascherina decente, ce la siamo dovuta comprare. In Italia sono circa 100 i dottori morti per Coronavirus, un bollettino bellico.

5) Quale messaggio si sente di mandare alla popolazione?

State a casa, stringete i denti. Gli italiani, gli abruzzesi, sono un popolo dotato di ragione e lo stanno dimostrando. Le persone sono molto più intelligenti di quello che il politico potrebbe pensare. Sono disposti a fare un sacrificio, anche fino alla metà di maggio. Il virus si sconfigge grazie a loro e a noi medici, veri eroi della situazione. Vivremo una buona Pasqua, certo, ancora con il pericolo Covid-19, ma il peggio è passato. A fine aprile saremo tutti più sereni.

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