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Coronavirus, l’Italia si prepara alla seconda ondata: piano rete Covid senza condizioni per l’Abruzzo

Tra i temi affrontati da Governo e Regioni, il potenziamento dei posti letto, dei posti in terapia intensiva, gli adeguamenti dei Pronto Soccorso e per la separazione dei percorsi

L’Aquila. Confronto nella serata di ieri, secondo l’Agi, tra Governo e Regioni.

Si è tenuta, a quanto si apprende, una videoconferenza alla quale ha preso parte il ministro della Salute Speranza, diversi governatori (altri erano rappresentati dagli assessori alla Sanità) e il commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri.

Il tema del confronto: la ‘rete Covid’ da costruire per fronteggiare l’eventuale seconda ondata del virus. Le regioni hanno predisposto dei piani ad hoc per i lavori da realizzare nelle strutture ospedaliere. Che riguardano, tra l’altro, il potenziamento dei posti letto, dei posti in terapia intensiva, gli adeguamenti dei Pronto Soccorso e per la separazione dei percorsi. Piani che – ha comunicato Arcuri ai governatori in videocollegamento – sono stati approvati senza condizioni per l’Abruzzo, il Friuli e la provincia di Bolzano, mentre gli altri progetti – ha osservato secondo quanto riferisce chi ha partecipato all’incontro – andranno ancora approfonditi con un confronto tecnico.

Le regioni – ha comunicato Arcuri, sempre secondo le stesse fonti – dovranno, entro il 12 settembre, indicare le richieste di cui hanno bisogno. Ma il commissario straordinario, sempre secondo quanto viene riferito, ha ventilato l’ipotesi di puntare ad accordi quadro direttamente con le Asl. Da qui la protesta di Sicilia, Campania, Sardegna, Piemonte e altre regioni, che avrebbero sottolineato come la legge non preveda che i presidenti di regione vengano ‘bypassati’.

Il ministro Speranza, stando alle stesse fonti, ha parlato di un confronto utile e, di fronte alle rimostranze di diversi governatori e assessori in collegamento, Arcuri avrebbe aperto alle richieste che sono pervenute. Diverse regioni, però, hanno evidenziato il rischio che non si riesca a fronteggiare in maniera vigorosa la possibile seconda ondata del coronavirus, proprio per la lentezza dell’iter dei lavori sulla ‘Rete Covid’.

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