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Coronavirus, perché in Italia si muore di più rispetto al resto del mondo? Cosa non va nella sanità?

L’Italia è al decimo posto tra i 178 Paesi e territori con il maggior numero di morti monitorati dall’Organizzazione mondiale della Sanità. Tra i primi dieci, insieme all’Italia ci sono Repubblica Ceca, Ungheria, Bosnia Erzegovina, Slovenia, Montenegro, San Marino, Gibilterra e Belgio.

Mortalità

L’Italia è decima nel mondo con 173 decessi per 100mila abitanti. Se andiamo a guardare solo tra i grandi Paesi, quelli più evoluti economicamente,  l’Italia è la peggiore al mondo,  preceduta solo da Uk con 185 decessi per 100mila abitanti,  dove – bisogna ricordarlo –  c’è il flagello della variante inglese.

L’Italia precede addirittura Paesi dove le misure sono state adottate tardi, oppure dove non sono state adottate adeguatamente, mentre  in Italia si è seguito in questo anno la politica del rigore.

In  Italia è anche peggio degli  Stati Uniti (161 ogni 100mila) nonostante i molti mesi trascorsi con scarso impegno nelle misure di prevenzione.

Ma anche peggio di Spagna (155), Francia (140) e Germania (89). Se si utilizza il criterio del dato assoluto, è ancora peggio e l’Italia è sesta nel mondo.

Le 3 scusanti smentite

Nella prima fase si era parlato del fattore sorpresa. Ma poi le cose sono ulteriormente peggiorate, anche dopo l’estate.

Al termine della prima ondata della scorsa primavera (31 maggio 2020) i decessi in Italia erano 33.415. Nei mesi successivi se ne sono aggiunti altri 74.935, quando il fattore sorpresa non esisteva più.

Anche la spiegazione di avere una popolazione più anziana è stata abbandonata definitivamente dalle statistiche rivelandosi totalmente sballata. Ci sono Paesi con un popolazione molto più anziana ma con una percentuale di decessi più bassa.

Appare oramai ridicola anche la spiegazione addotta nella prima fase quando si diceva che gli altri Paesi dell’occidente nascondessero le vittime oppure non classificassero i decessi covid come morti per altre patologie. Ma anche se si escludessero le morti covid19 rilevate post mortem in Italia, cambierebbe poco, perché si tratta di una percentuale non  in grado di ribaltare la situazione.

Letalità

Ma se andiamo a vedere la letalità, oltre alla mortalità,   cioè quanti malati di Covid muoiono, l’Italia è ancora tra le peggiori nazioni al mondo. Prima assoluta nel mondo occidentale è, purtroppo, proprio l’Italia con 3,47% (Febbraio 2021). Ad esempio, gli Usa sono a 1,66%, il Brasile a 2,50%, persino la Gran Bretagna messa in ginocchio anche dalla variante inglese ha dati migliori dell’Italia, con il 2,62%. A MArzo il tasso si è abbassato, ma non solo in Italia, ma in tutto il mondo, quindi il rapporto con gli altri Paesi non cambia.

Ma perché  il confronto con il resto del mondo è impietoso qualsiasi parametro si consideri?

Come è possibile che anche un Paese vicino e  simile a noi per demografia, clima, persino fragilità strutturali e politiche (anche peggio  di noi) come la Spagna abbia 30mila decessi meno dell’Italia, e una letalità più bassa?

Cosa non funziona nelle terapie ospedaliere  italiane?

Non è possibile neanche dare la colpa alle strutture sanitarie carenti Infatti  è  alquanto difficile pensare che Paesi come Messico o India, al di là delle strutture d’eccellenza presenti per esempio nel gigante asiatico, potessero vantare in partenza un sistema sanitario pubblico migliore di quello italiano.

Sembra assurdo ma una spiegazione non c’è. 

Potrebbe spiegare in piccola parte questa situazione, il fatto che ci siano in Italia molti asintomatici, e che l’Italia sia talmente inefficiente nel tracciamento da non rilevarne di più rispetto agli altri Paesi del mondo. Persone infette che  non vengono rilevate e quindi che permetterebbero  un lieve abbassamento del tasso di mortalità e letalità. Ma ciò non è sufficiente a spiegare questa alta percentuale di vittime tra le persone che in Italia finiscono in ospedale.

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