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Coronavirus, sanità: “infermieri dimenticati continuano a prestare la loro preziosa opera”

Pescara. Su richiesta della Fials, Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità, oggi si è svolto un incontro con il prefetto di Pescara, Giancarlo Di Vincenzo.
Nel corso dell’incontro è stata illustrata la situazione dei lavoratori della Sanità dopo la proclamazione dello stato di agitazione e l’annuncio di uno sciopero generale proclamato per il 4 dicembre, sciopero congelato dalla commissione nazionale di Garanzia. Permane, infatti, lo stato di agitazione di tutto il personale.
“Il governo, con lo stanziamento di risorse, ha inteso riconoscere solo ai medici aumenti economici dal primo gennaio 2021″, ha dichiarato Gabriele Pasqualone, segretario regionale Fials Abruzzo, “discriminando gli infermieri e tutte le altre 21 professioni sanitarie, gli assistenti sociali ed Oss, come tutti gli altri dipendenti della sanità pubblica. Non possiamo accettare che il Governo premi i medici con oltre 300 euro mensili dal primo gennaio 2021, messi sul piatto della manovra come rifinanziamento dell’indennità di esclusività e poi accontentare gli infermieri con un’indennità che non arriva ai 2 euro giornalieri e da corrispondere successivamente alla stipula del nuovo contratto nazionale di lavoro (tra uno o due anni). Risorse assolutamente insufficienti, 335 milioni di euro, che non permettono la valorizzazione professionale ed economica degli infermieri, definiti eroi a marzo ed ora dimenticati pur continuando a prestare la loro preziosa ed insostituibile opera nel perdurare della pandemia Covid-19 con turni pesanti e con il blocco delle ferie; infermieri che attendono da anni con le altre professioni sanitarie il rapporto di esclusività come la dirigenza medica e sanitaria.
Chiediamo che nella legge di bilancio vengano stanziate ulteriori risorse economiche per le indennità specifiche agli infermieri, come a tutte le professioni sanitarle, con un avvicinamento all’indennità specifica riconosciuta ai medici di oltre 600 euro mensili”.
“Oltre al problema del trattamento economico sono stati illustrati altri punti, tra i quali, il migliorare la sicurezza del personale (maggiori e adeguati Dpi); la necessità di un urgente piano straordinario di assunzioni e modifica in indeterminati dei rapporti di lavoro precari o a tempo; il riconoscimento, nell’ambito del contratto unico di comparto, di sezioni autonome per le professioni sanitarie e sociali; la de-tassazione degli incrementi del rinnovo contrattuale e del premio produttività collettiva (performance); la cancellazione art. 23, c. 2 del D.L.vo 7512017 che blocca i fondi contrattuali integrativi al dicembre 2016; la modifica dell’attuale sistema delle mobilità – art. 30 D.L.vo 165/20A1”.
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