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Covid: per settore fiere perdite superiori al 70%, c’è bisogno di ristori

Pescara. Il sistema fieristico italiano, che coinvolge almeno 200mila imprese ogni anno, ha visto nell’ultimo anno una perdita di fatturato intorno al 70-75%.

La sola Fiera Milano, con le oltre 50 manifestazioni ospitate nel 2019, ha generato 17,5 miliardi di euro di export per le aziende espositrici, mentre
le aziende italiane, a loro volta, hanno generato ricavi per 46,5 miliardi. A livello nazionale, la ricaduta sul
territorio di tutto il sistema fieristico è quantificabile in circa 23,2 miliardi di euro, mentre a livello locale Fiera
Milano genera un indotto di 8,3 miliardi di euro l’anno. Il contributo totale al PIL generato dalle ‘vendite
fieristiche’ è mediamente vicino a 60 miliardi euro.

Questi, numeri, presentati oggi nel corso di “Milano tona Fiera”, evento organizzato da Fiera Milano e Fondazione Fiera, secondo Enrico Pazzali, presidente di quest’ultima “evidenziano il valore che il sistema fieristico ha per le politiche industriali del nostro Paese e le ricadute importanti per i territori in cui si svolgono gli eventi”. In una nota, il numero uno di Fondazione Fiera ha voluto ringraziare il governo “che si è impegnato in questi mesi perché ci fosse una data certa per la riapertura dei nostri padiglioni”.

“Dopo un anno in cui ci siamo messi al servizio della comunità e al fianco delle istituzioni per fronteggiare l’emergenza Covid-19, è arrivato il momento di tornare alla nostra mission principale – ha concluso -. Per poterlo fare nelle migliori condizioni abbiamo un’interlocuzione costante con il governo che si sta impegnando per sbloccare la partita dei ristori, che al momento ci vede ancora in una posizione non competitiva rispetto a quanto avvenuto in Germania, dove operano i nostri maggiori concorrenti”.

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