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Crac De Nicola: consigliere regionale Testa patteggia un anno e mezzo e viene assolto per associazione a delinquere

Pescara. Si è concluso dinanzi al gup del tribunale di Pescara Gianluca Sarandrea il procedimento riguardante il fallimento delle società riconducibili all’imprenditore Carmine De Nicola.

Diciotto gli imputati: alcuni sono stati giudicati con il rito ordinario, altri hanno deciso per il patteggiamento, altri ancora sono stati giudicati con il rito abbreviato combinato anche con il patteggiamento. Il consigliere regionale Guerino Testa (imputato come commercialista, per la sua attività professionale) ha patteggiato un anno e mezzo (pena sospesa) relativamente a due casi di bancarotta. È stato invece assolto, con rito abbreviato, per il reato di associazione a delinquere “per non aver commesso il fatto”, come chiesto dallo stesso Pm Anna Rita Mantini. Prescritto, invece, il reato di truffa, per il quale Testa, anche in questo caso, ha discusso il rito abbreviato. Testa era difeso dall’avvocato Ernesto Rodriguez.

L’imprenditore Carmine De Nicola ha patteggiato due anni e otto mesi di reclusione per alcuni reati. Per altri sei capi di imputazione è stato giudicato con il rito abbreviato: per cinque capi d’accusa è stato condannato a un anno di reclusione e per uno è stato prescritto. La figlia, Antonella De Nicola, ha patteggiato per alcuni reati un anno 7 mesi e 10 giorni di reclusione (pena sospesa). È stata invece condannata, tramite rito abbreviato, per un capo di imputazione a 10 mesi e 20 giorni di reclusione e infine assolta da un’altra contestazione.

Rito abbreviato per il commercialista pescarese Andrea Di Prinzio, condannato per alcuni reati a due anni di reclusione (pena sospesa). Disposta a suo carico, per la durata di due anni, anche l’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e l’incapacità a esercitare uffici direttivi. Altri capi di imputazione a carico di Di Prinzio sono stati dichiarati prescritti.

Paola De Amicis ha patteggiato per alcuni reati un anno e quattro mesi di reclusione (pena sospesa). Prescritto inoltre un capo d’imputazione, per il quale la De Amicis aveva scelto il rito abbreviato. Giuseppe Urbinati, giudicato con rito abbreviato, per un capo di imputazione è stato assolto perché “il fatto non costituisce reato” e per un altro “per non aver commesso il fatto”.

Assoluzione, infine, sempre con rito abbreviato, per Maria Grazia Orlando “per non aver commesso il fatto”. Per quanto riguarda infine gli imputati che hanno scelto il rito ordinario, sono stati rinviati a giudizio Antonio Di Ianni, Antonello Ciuffetelli, Pierpaolo De Nicola, Antonella Tancredi, Maria Pia Pagliarone, Tiziana Brunetti, Andrea Orlando, Luisa Verì, Carlo Pagliaricci e Mariarita Chessa.

Esce di scena Carlo Costantin che è stato prosciolto.

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