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Crac Pescara Calcio, pm chiede 4 anni per Soglia e Pincione: sono accusati di bancarotta fraudolenta

Repliche e sentenze sono attese per il prossimo 30 settembre

Pescara. Richieste di condanna a 4 anni di reclusione per Gerardo Soglia e Massimiliano Pincione, e a un anno per Francesco Soglia, accusati di bancarotta fraudolenta nel processo sul fallimento della Pescara Calcio. I primi due tra il 2007 e il 2008 si alternarono alla carica di presidente del club, mentre il terzo fu vice presidente. Le richieste di condanna sono state formulate questa mattina dal pm Marina Tommolini, che accusa i Soglia di aver dato vita a una triangolazione finanziaria con la banca Caripe, finalizzata a favorire l’istituto di credito. Pincione è invece accusato di avere distratto 190mila euro dalle casse societarie.

I legali delle difese, Sabatino Ciprietti e Stefano Sassano, hanno chiesto l’assoluzione degli imputati. La Pescara Calcio fu dichiarata fallita il 20 dicembre 2008 a causa di una situazione debitoria che superava i 15 milioni di euro. Un mese dopo venne rilevata da una cordata di imprenditori pescaresi. L’udienza è stata aggiornata al 30 settembre per le repliche e la sentenza.

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