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Crisi di governo, Salvini a Pescara: “Se mi accorgo che mi vogliono fermare la parola torna al popolo italiano”

"Deputati e senatori alzino il culo e vengano in Parlamento anche a Ferragosto"

Pescara. “Deputati e senatori alzano il culo e vengano in Parlamento, anche la settimana di Ferragosto, se serve. Chi non viene è perché vuole tenersi la poltrona. I parlamentari della Lega sono pronti a venire in Aula lunedì e poi anche sabato e domenica”. Duro l’intervento di Matteo Salvini a Pescara durante il comizio atteso alla luce della crisi di governo in atto.

“Bisogna far le cose bene, in fretta e con coraggio, bisogna sbloccare le opere pubbliche, non abbiamo bisogno di ministri che le bloccano. Non sopporto più i no, io che sono l’uomo più paziente del mondo. Siamo disposti a mettere in gioco le nostre poltrone,
magari gli altri pensano alle poltrone, noi siamo al servizio del popolo italiano. Noi guardiamo avanti e chiediamo agli italiani la forza di prendere in mano questo Paese e salvarlo, riportarlo dove i nostri nonni lo avevano lasciato”.

E’ stato un bagno di folla per Matteo Salvini appena uscito dall’hotel Carlton di Pescara, dove ha atteso di recarsi a piedi allo stadio del mare di Pescara per l’incontro pubblico programmato. Strette di mano e selfie, a decine, applausi e incoraggiamenti: “non mollare Matteo”, gli é stato gridato. Il vicepremier ha incassato e, sorridendo, ha risposto “vedrai vedrai”. Ad attenderlo, in riva al mare, circa 3mila persone.

“Dimostreremo, se ci date la forza di farlo, che si possono tagliare le tasse ai lavoratori italiani”, ha detto Matteo Salvini dal palco di Pescara. “Quota 41 obiettivo dopo quota 100. Dopo 41 anni di lavoro deve esserci il sacrosanto diritto di andare in pensione”.

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