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Cura Italia e Liquidità, finanziate 10mila imprese abruzzesi: il 95% ha chiesto importi fino a 25mila euro

La Cna: "avanti così". In Abruzzo sono finora più di 9mila le domande

Pescara. Sono finora 9.519 le domande degli imprenditori abruzzesi accolte per i finanziamenti previsti dai decreti “Cura Italia” e “Liquidità”. Si tratta del 7,58% (7,14% media italiana) delle imprese attive. La fetta di finanziamento arrivata in Abruzzo è pari a 337 milioni 167mila 422 euro, importo medio 35.821 euro; la media Italia è 44.540 euro. Tra le province, prima è Chieti con 3.163 pratiche, per oltre 102 milioni e importo medio più basso di tutta la regione: 32.259 euro. Quella teramana è la provincia con il più basso numero di pratiche presentate (2.001), ma importo medio più alto erogato, 38mila euro. Nel mezzo L’Aquila (2.328 pratiche per 36.803 euro di media) e Pescara (2.027, media 35.908 euro). Le più numerose sono le pratiche riguardanti richieste fino a 25mila euro, taglio scelto dalle imprese di minori dimensioni: 9.008 le domande ammesse, quasi il 95% del totale, con 175 milioni 672mila euro erogati. Cifre che pongono l’Abruzzo al quinto posto tra le regioni.

“Come avevamo criticato la lentezza del sistema bancario nel rispondere alle esigenze di un sistema produttivo colpito al cuore dall’emergenza Covid-19, siamo pronti a riconoscere che c’è stato un cambio di passo che pure avevamo sollecitato”, dice il presidente regionale di Cna Abruzzo Savino Saraceni, “una recente indagine nazionale della Cna conferma il favore degli imprenditori verso le misure messe in campo, soprattutto perché gli emendamenti sollecitati anche da noi hanno sortito effetti migliorativi. Come l’aumento dell’importo da 25 a 30mila euro e soprattutto l’allungamento della durata del finanziamento, che passerà dagli attuali 6 a 10 anni, che diventano fino a 30 per gli importi più elevati”.

“Quanto al rapporto con le banche, pur apprezzando alcune positività come il potenziamento degli strumenti online”, conclude Saraceni, “le imprese hanno lamentato nel rapporto con gli istituti di credito lentezza nei tempi di lavorazione, eccesso di documentazione richiesta, farraginosità nella gestione delle pratiche. Limiti che speriamo possano essere superati in queste settimane, assicurando alle imprese una liquidità oggi vitale”. 

 

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