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Denso di San Salvo, PD con sindacati e lavoratori: no alla produzione del motore elettrico in Ungheria

Chieti. “Dai sindacati apprendiamo che il nuovo motore elettrico potrebbe essere prodotto in Ungheria e non nello stabilimento Denso di San Salvo. Evento che impoverirebbe l’economia del nostro territorio, dell’Abruzzo e getterebbe altre ombre sul futuro dell’economia locale”. La segreteria provinciale del PD prende posizione sulla vicenda attraverso una nota diramata in data odierna.

“A Regione e Governo – si legge nel comunicato – chiediamo concentrazione sul problema e supporti concreti per evitare di arrivare tardi. Occorre intervenire subito su questi segnali d’allarme del settore industriale. L’Amministrazione Comunale di San Salvo, gli eletti in Regione della Lega e quelli eletti in Parlamento del M5S, nostri concittadini provinciali, dovrebbero dedicare maggiore attenzione ai territori di provenienza. Il Pd è a disposizione per queste battaglie che non hanno colore politico e che incidono profondamente sulla vita delle comunità. I lavoratori e le aziende non possono essere abbandonati dalla Politica. Il partito, gli eletti e gli amministratori del PD sono aperti al dialogo costruttivo con tutti gli attori sociali per elaborare proposte e risposte ad un problema che investirebbe uomini e donne che lavorano negli stabilimenti produttivi interessati”.

“Un ragionamento che vale per Denso, per Sevel e anche per tante ditte minori che vogliono sopravvivere e crescere. La Regione Abruzzo e il Governo nazionale devono elaborare e proporre alle istituzioni e al mercato una programmazione efficace per sostegni concreti e utili alle imprese: è ora di superare le promesse elettorali che si occupano della “fine del lavoro”, costose e non produttive, e avviare azioni di salvaguardia e innovazione del lavoro vero”.

“Avevano detto no alla delocalizzazione della Honeywell, ma con Di Maio ministro l’azienda ha delocalizzato. Se Sevel, e Denso ora, dovessero spostare le loro produzioni all’estero per l’Abruzzo e per centinaia di famiglie sarebbe un pesante “meno sul futuro”. Gli annunci non bastano – conclude la segreteria dem – Non assistiamo inermi a tutto ciò. Salviamo il lavoro”.

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