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Discarica Bussi, De Sanctis (H2O): ministero torni indietro su revoca appalto per lavori di bonifica

Pescara.”Il ministero dell’Ambiente ci ripensi sulla revoca, perché c’è ancora una finestra aperta che consente di tornare indietro. In caso contrario ci recheremo in Procura per far valere le nostre ragioni”. Lo ha detto Augusto De Sanctis, del Forum H2O, in conferenza stampa a Pescara, in merito alla revoca dell’appalto per i lavori di bonifica dei siti inquinati 2a e 2b della mega discarica dei veleni di Bussi sul Tirino (Pescara). “Esistono una questione di slealtà istituzionale e una questione di legittimità”, ha aggiunto De Sanctis,” perché il ministero dell’Ambiente non può revocare unilateralmente l’appalto e invece ha inviato il preavviso di revoca unicamente alla società aggiudicataria, che peraltro ha del tempo per rispondere, ma in realtà avrebbe dovuto coinvolgere anche gli altri attori istituzionali, ovvero il Comune di Bussi sul Tirino e la Regione Abruzzo, con i quali il ministero ha firmato un accordo di programma proprio sulla gara e che dunque hanno diritto a partecipare con le loro osservazioni”.

L’esponente dell’associazione ambientalista osserva che è “singolare che il ministero dell’Ambiente ci abbia scritto che non ha le carte relative all’appalto e che dunque abbia revocato una gara da 38 milioni di euro ammettendo di non avere i documenti”. Infine, De Sanctis ha messo in rilievo che “il ministero dell’Ambiente ha già restituito i soldi al ministero dell’Economia, dimostrando di fatto un pregiudizio, dal momento che dopo il preavviso di revoca arrivano le controosservazioni e dunque avrebbe dovuto mantenersi dei margini per poter cambiare idea”.

“Le carte progettuali dicono che i rilievi del ministero dell’Ambiente, sollevati nell’ambito di una procedura del tutto sconclusionata, non esistono, perché a differenza di quanto sostenuto l’impermeabilizzazione delle aree di stoccaggio era prevista fin dall’inizio e c’era anche l’elenco dei siti di smaltimento, mentre l’analisi di rischio in realtà non era richiesta, proprio perché il Commissario, per fare presto, aveva scelto la procedura semplificata che è contemplata dalla legge. Si tratta di una procedura di revoca sconsiderata e che non ha le gambe per camminare”, prosegue De Sanctis,” perché non fa partire la bonifica, praticamente arrivata all’ultimo metro, bisognava solo dare avvio ai lavori, peraltro accollando le spese al responsabile della contaminazione Edison, come previsto dal bando di gara fin dal 2015. A nostro avviso questa revoca espone lo Stato a pagare risarcimenti milionari a chi ha vinto un appalto ormai da due anni e se lo è visto revocare con argomentazioni inesistenti”.

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