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Discarica Bussi, Testa (Fdi): inaccettabile la posizione del ministero, l’Abruzzo pretende trasparenza

Bussi sul Tirino. “Nella storia senza fine della bonifica di Bussi si sta purtroppo scrivendo il capitolo più triste: mentre eravamo prossimi all’avvio dei lavori di bonifica delle discariche 2a e 2b, con un colpo di spugna, il ministero dell’ambiente ha annullato tutti gli atti finora compiuti e addirittura restituito 50 milioni di euro al ministero dell’economia, un vero e proprio scippo ai danni della Regione di fondi necessari per realizzare e comunque garantire questo importante risultato che tutti attendiamo da decenni”. Lo afferma Guerino Testa, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale.

“Oggi la consigliera Marcozzi (M5S) attesta, invece, che i suddetti fondi resterebbero all’Abruzzo, mentre sulla lettera inviata dal ministero si legge che lo stesso, così testualmente, “ha provveduto a chiudere la contabilità speciale di cui sopra, con riassegnazione delle relative somme a favore del ministero dell’economia”, senza indicare una specifica destinazione” continua Testa. “Stupiscono le affermazioni della Marcozzi in difesa dell’operato del ministro Costa, al suo fianco un anno e mezzo fa, in piena campagna elettorale regionale, quando annunciò l’avvio in una settimana dei lavori di bonifica che non sono mai partiti. Non solo, ora la procedura deve ricominciare da capo”.

“La consigliera 5 Stelle ripete pedissequamente le informazioni che le giungono da Roma affermando che il progetto di bonifica non va più bene. I cittadini però si chiedono come mai, solo oggi, il ministero se ne accorge. E soprattutto, come fa la consigliera ad essere così precisa sui dati tecnici quando abbiamo letto tutti sui giornali che il Forum H2O combatte da mesi con il ministero per avere accesso a questi atti inspiegabilmente negati” prosegue Testa. “Alla luce di queste considerazioni, sorgono seri dubbi su queste paventate carenze progettuali alla base dell’annullamento della gara, e della sottrazione dei fondi che dovevano assicurare la bonifica, ed è necessario andare a fondo. Bene ha fatto il presidente Marsilio ad annunciare azioni giudiziarie, anche al fianco del Comune di Bussi”.

“Sul piano politico, invece, il ministro Costa e la consigliera Marcozzi dovrebbero spiegare agli abruzzesi quali garanzie hanno che la società Edison rimuova tutti i rifiuti e ripristini quelle aree, come sarebbe dovuto avvenire oggi con il progetto che è stato annullato. La società, infatti, non solo in tutti i gradi di giudizio ha negato di essere responsabile fino all’ultimo, che si è concluso di recente, e che le ha dato definitivamente torto, ma non ha ancora compiuto significativi passi verso la bonifica anche nelle altre due aree ove è ugualmente obbligata: la discarica Tremonti a Bussi e l’ex Montecatini a Piano d’Orta. Inoltre, dovrebbero dirci quali garanzie hanno che il R.T.I. che si era aggiudicato la gara non chiederà un risarcimento del danno per questo dietrofront e che ci costerà quanto una intera bonifica” continua il capogruppo Fdi. “Se vogliamo tutelare la salute pubblica e l’ambiente e offrire un futuro a quelle aree e ai cittadini non solo bussesi, ma dell’intera Val Pescara, allora non possiamo che pretendere la rimozione integrale dei rifiuti e non lasciarli in loco e racchiuderli con un tombamento, “soluzione” del tutto inaccettabile che il ministero aveva provato comunque a sdoganare nel 2014. Modalità che la società Edison ha provato a proporre per la discarica Tremonti, scongiurata solo dal muro eretto da Regione e associazioni. La preoccupazione è, infatti, che questo passo indietro del ministero 5 Stelle si risolva in una soluzione a ribasso conveniente per la società, ma non per la Regione e gli abruzzesi”.

“Mi domando che posizione assumerà oggi il Partito Democratico: a fianco della Regione o del ministero? In passato accolse con grande favore l’approvazione del progetto di bonifica che ora è stato annullato, ma oggi governa al fianco del ministro Costa” conclude Testa.

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