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Emergenza Coronavirus nelle residenze per anziani, Cisl Fp lancia l’allarme: può innescare un disastro sanitario

Pescara. “Nella già complessa situazione emergenziale, le Rsa (Residenze sanitarie assistenziali) incidono notevolmente sui numeri della crisi. Le residenze sanitarie assistite del territorio pescarese e di tutto l’Abruzzo ricalcano le preoccupanti dinamiche della Lombardia e di altre regioni in cui il virus ha fatto breccia tra ospiti anziani e in condizioni già critiche. I controlli e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale sono stati minimi, specie nelle prime battute del contagio”. Lo afferma la Cisl Fp Abruzzo Molise, chiedendosi “quale ruolo svolge la sanità privata, poiché, ad oggi, grava solo su quella pubblica”.

“Le strutture per la terza età sono diventate vero e proprio campo di guerra in cui è inutile trincerarsi in attesa del nemico invisibile. L’ultima in ordine di tempo è la Rsa De Cesaris di Spoltore, in cui si registrano almeno sette positivi tra personale sanitario posto in quarantena e diversi ospiti della struttura che, all’aggravarsi della loro condizione di salute, vengono trasferiti all’ospedale di Pescara” dice il segretario regionale Vincenzo Mennucci, ricordando anche le vicende della casa di riposo di Loreto Aprutino, dove si sono registrati numerosi casi di positività e due decessi, e dell’Istituto Sorelle della Misericordia dei Colli di Pescara, dove su 50 tamponi eseguiti 23 sono risultati positivi.

“Bisogna porre massima attenzione a ciò che sta accadendo nelle Rsa, non sono attrezzate né tantomeno preparate per difendersi dal Covid-19” afferma Mennucci. “L’attenzione massima deve essere posta in fase di trasferimento dei pazienti dagli ospedali presso le Rsa. Infatti, nella maggior parte dei casi, è stato registrato il diffondersi del virus in queste strutture a causa di pazienti ospedalizzati trasferiti che hanno generato emergenza nell’emergenza, come nel caso di Spoltore. Il diffondersi del virus in queste strutture può innescare veri e propri disastri sanitari”. Mennucci sostiene che è necessario “conoscere le intenzioni delle cliniche private abruzzesi circa il loro coinvolgimento o meno nell’emergenza. Ad oggi, per l’Abruzzo la pandemia è stata un problema solo della sanità pubblica che, nonostante tutto, ha prontamente risposto alle incessanti richieste di aiuto da parte della collettività duramente colpita. Risposte date grazie a professionalità e capacità umana dei tanti medici, infermieri, tecnici, operatori sanitari e amministrativi”.

“Non ci è più concesso attendere, bisogna dire chiaramente quale è il ruolo che la sanità privata vuole svolgere. Nelle cliniche private abruzzesi, molte delle professioni sanitarie risultano essere poste impropriamente a riposo mediante utilizzo delle ferie, conseguenza di precise scelte aziendali che denotano, a oltre un mese da inizio emergenza, la mancanza di una chiara presa di posizione sull’essere in prima linea di fianco alla sanità pubblica” conclude Mennucci.

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