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Fase 3, a Pescara orari dei locali troppo rigidi: scoppia la polemica

Insorgono le associazioni: “tutelare economia, turismo è a rischio”

Pescara. E’ polemica a Pescara per gli orari di chiusura di locali e ristoranti previsti dall’amministrazione comunale: dopo un mese e mezzo di malumori tra gli esercenti, che speravano in un cambiamento in vista dell’estate, l’ipotesi su cui sta lavorando il Comune è di concedere solo mezz’ora in più a luglio. Insorgono le associazioni di categoria, secondo cui “la priorità attuale è l’economia”, mentre così “si rischia di spegnere il turismo”. In un primo momento le misure erano motivate dall’emergenza sanitaria, ma ora all’origine della questione ci sono le lamentele dei residenti. In base all’ipotesi avanzata dal Comune, da domani le attività dovranno chiudere alle 00.30 dalla domenica al giovedì e all’1.30 nel weekend nella zona di piazza Muzii – distretto food and beverage più importante d’Abruzzo – e di Pescara Vecchia. Minori restrizioni, invece, per gli stabilimenti balneari della riviera, che hanno a disposizione mezz’ora in più. Confartigianato, Confcommercio, Ihn e Pescara Viva auspicano un ripensamento, perché “si rischia di spegnere il turismo”, e invitano a “rinviare a settembre la discussione su altri temi”.

“Gli orari – dicono – dovrebbero essere uguali per tutti e dovrebbero essere il più possibile ampi. E’ estate e a mezzanotte la città si spegne. Chi va a cena fuori deve affrettarsi a consumare i pasti per poter liberare il tavolo e non mancano segnalazioni di utenti che hanno dovuto lasciare il ristorante pur non avendo ancora finito di consumare. Così – concludono – si decreta la morte di una delle economie della città”.

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