The news is by your side.

Fondi a chi sceglie di non abortire, polemica sulla mozione approvata a Pescara

Pescara. Non si sono fatte attendere le polemiche sulla mozione approvata in Consiglio comunale a Pescara, con documento a firma del consigliere di FdI Fabrizio Rapposelli, che prevede incentivi per donne che rinuncino ad abortire e che impegna, tra l’altro, ‘sindaco e Giunta a prevedere, in sede di primo bilancio utile e in base alle possibilità finanziarie dell’Ente, le risorse necessarie per sostenere i progetti di aiuto alla Vita nascente attivati da parte di associazioni e organizzazioni quali – a mero titolo esemplificativo – i Centri di aiuto alla Vita”.

“È gravissimo e degradante – afferma il segretario regionale dei Giovani Democratici, Claudio Mastrangelo – che per l’ennesima volta in questa consiliatura la destra utilizzi mezzucci mascherati da falsi buoni sentimenti per attaccare in maniera reazionaria la Legge 194 e la libera scelta delle donne. Se si vuole stare davvero dalla parte delle donne e incentivare la natalità in calo, piuttosto si incentivino i consultori e le iniziative di educazione sessuale nelle scuole per formare una consapevolezza alla sessualità nelle giovani generazioni, e si proceda a una verifica dell’adeguatezza della spesa sociale del Comune per le famiglie pescaresi, come ampiamente chiesto dal centrosinistra”.

“La proposta votata dalla maggioranza nel Consiglio comunale – afferma Azione Civica Pescara – denota la lontananza estrema di questi esponenti politici dalla realtà che tutta la cittadinanza vive. Una mozione a dir poco ‘inconsistente’ che non manca di discriminare e attaccare, anche se indirettamente, il diritto delle donne ad abortire ( vedi passaggio: “….la Giunta si impegna ad attivarsi in particolare… programmare interventi straordinari per fornire un sostegno economico e sociale alle donne in procinto di abortire….). Se si volesse davvero sostenere la maternità basterebbe copiare le politiche francesi a riguardo: supporto al lavoro femminile, aumento sostanziale dei nidi pubblici, adeguate politiche abitative (almeno) per le giovani coppie, sostegno concreto alle madri single, precise azioni sociali volte all’emersione dalla povertà, congedi parentali, trasformazione culturale della mentalità vetero patriarcale di metà della popolazione ancora ‘non abile’ a svolgere la propria parte di lavoro domestico, etc”.

“Troviamo sminuente e sconsiderato il provvedimento del Consiglio comunale approvato dalla maggioranza di destra, di barattare una legittima scelta delle donne con un ‘incentivo economico a chi rinuncia ad abortire’ che svela
l’ennesima azione di natura clientelare atta a garantire fondi pubblici a un’azienda privata”, afferma il collettivo
Zona Fucsia – Abruzzo.

“Riteniamo fondamentale un supporto alle donne che vogliono intraprendere un’interruzione di gravidanza, senza far leva su manipolazioni emotive ed economiche che limitano il diritto ad autodeterminarsi. Servono piuttosto scelte politiche adatte a garantire certezza per le donne nell’ambito lavorativo, presenza di nidi pubblici su tutto il territorio, affitti sostenibili per le famiglie in difficoltà. Respingiamo quindi in toto questa misera proposta di cui farebbero le spese donne, bambine e bambini che potrebbero venire al mondo in contesti non adeguati o in condizioni limite dove nessun partito, comune o istituzione – conclude il collettivo – potrà intervenire”.

L’intervento del Comitato Possibile d’Abruzzo “Umanità e Progresso”

«Il Consiglio comunale di Pescara, nella seduta di ieri, 31 marzo, ha approvato una mozione raggelante, che costituisce l’ennesimo segnale chiaro e deciso delle posizioni oscurantiste rispetto ai diritti umani adottate dalla maggioranza di centrodestra.

Come denunciato dal consigliere comunale dem Giovanni Di Iacovo, tale mozione prevede lo stanziamento di incentivi economici a chi rinuncia ad abortire, attacca a più riprese la libertà di scelta e riduce il diritto all’aborto ad una questione economica.

Tra le premesse della mozione si legge infatti: “è noto che una parte consistente delle interruzioni di gravidanza avvengono per ragioni di povertà materiale e che la grave crisi economica nella quale si trova l’Italia, anche per l’emergenza Covid-19, aggraverà tale situazione;” e ancora “è compito pertanto dell’Amministrazione comunale mettere in campo tutte quelle iniziative finalizzate a sostenere la natalità e la maternità e ad attivarsi in particolare […] per programmare interventi straordinari per fornire un sostegno economico e sociale alle donne in procinto di abortire a causa delle difficili contingenze economiche nella quali si trovano”; parole intollerabili, che tentano di piegare il diritto di scegliere attraverso incentivi economici.

L’idea di “ricompensa” che traspare dal testo e che sottintende il concetto che per un corpo femminile partorire sia un lavoro e non una scelta è assolutamente inaccettabile, ed occorre che tutte le forze politiche e tutte le istituzioni facciano fronte comune per tutelare un diritto fondamentale come quello all’aborto che, tutt’ora, non è sempre riconosciuto.

In un Paese in cui il numero di medici obiettori sfiora percentuali altissime, anche sopra il 50%, una mozione di questo tipo è il chiaro segno che i diritti delle donne non sono mai messi al centro, ma che anzi ogni occasione, nelle  amministrazioni a guida di centrodestra, è buona per ridimensionarli, banalizzarli, svilirli.

Opposizione, comitati, cittadinanza si mobilitino per fermare questo scempio retrogrado che mina gravemente la libertà individuale. Noi ci siamo!»

Potrebbe piacerti anche