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Giornata rene, Fir: “Sono malattie silenziose, ma bastano pochi controlli”

Pescara. Ricevere una diagnosi di malattia renale può essere una sfida, sia per il paziente che per le persone che lo circondano. La diagnosi e la gestione, in particolare negli stadi avanzati della malattia, ha un impatto grave sulle loro vite, limitando la capacità di partecipare alle attività quotidiane, al lavoro, ai viaggi, alle relazioni sociali.

La Fondazione italiana del rene (Fir Onlus) e la Società italiana di nefrologia (Sin) aderiscono anche quest’anno alla Giornata mondiale del rene dell’11 marzo che costituisce un momento di riflessione sulle problematiche legate alle patologie renali.

“Queste sono malattie silenziose e criptiche, aggettivi che ben definiscono le nefropatie, misteriosamente nascoste, salvo svelarsi quando il danno è ormai irreversibile”, dice Loreto Gesualdo, presidente della Fir e della Scuola di medicina dell’Università di Bari, “occorre evidenziare come fattori predisponenti sono il diabete e l’ipertensione arteriosa, ma bastano pochi controlli, una volta all’anno, perché la malattia renale possa essere diagnosticata per tempo: esame urine, Acr, creatininemia, rilevazione periodica della pressione arteriosa”.

La Fir quest’anno ha lanciato la campagna divulgativa #seRENInsieme, con tre focus: vaccini, stili di vita, vivere bene con la malattia renale.

La prevenzione, seguendo una corretta alimentazione e stili di vita adeguati, e la diagnosi precoce possono rallentare la progressione della malattia renale, che non deve evolvere necessariamente nei trattamenti sostitutivi della funzione renale, come dialisi o il trapianto: oggi nuove ed efficaci terapie farmacologiche sono
a disposizione del nefrologo.

La FIR, inoltre, pubblica il suo nuovo portale istituzionale, www.fondazioneitalianadelrene.org con un blog dedicato alle domande che i pazienti nefropatici pongono, soprattutto in questo momento di diffusione dell’infezione da Sars-CoV-2.

“L’obiettivo principale dei nefrologi è quello di prevenire le malattie renali o quantomeno rallentarne la progressione alle fasi più avanzate. Il compito principale del nefrologo diventa quello di dare qualità alla vita dei pazienti”, conclude il presidente di Sin Piergiorgio Messa.

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