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Giro: 10/a tappa, a Foligno sprint vincente di Sagan

L’Aquila. Peter Sagan ha vinto allo sprint la 10/a tappa del 104/o Giro d’Italia di ciclismo, da L’Aquila a Foligno (Perugia), lunga 139 chilometri. Il colombiano Egan Bernal ha conservato la maglia rosa.

Peter Sagan, sul traguardo di Foligno, ha preceduto il colombiano Fernando Gaaviria, che si è dovuto accontentare del secondo posto; terzo Davide Cimolai; quarto Stefano Oldani; quinto il belga Gianni Veemeersch.

Ordine d’arrivo della 10/a tappa del 104/o Giro d’Italia di ciclismo, dall’Aquila a Foligno (Perugia), lunga 139 chilometri.

1. Peter Sagan (Svk) in 03h10’56” (+10″ abbuono)

2. Fernando Gaviria (Col) s.t. (+06″ abbuono)

3. Davide Cimolai (Ita) s.t. (+04″ abbuono)

4. Stefano Oldani (Ita) s.t.

5. Gianni Vermeersch (Bel) s.t.

6. Dries De Bondt (Bel) s.t.

7. Andrea Vendrame (Ita) s.t.

8. Vincenzo Albanese (Ita) s.t.

9. Elia Viviani (Ita) s.t.

10. Juan S. Molano (Col) s.t.

11. Nikias Arndt (Ger) s.t.

12. Quinten Hermans (Bel) s.t.

13. Aleksandr Vlasov (Rus) s.t.

14. Gianni Moscon (Ita) s.t.

38. Egan Bernal (Col) s.t.

Il racconto della giornata

Peter Sagan vola sul traguardo di Foligno, prendendosi in un colpo solo vittoria di tappa e maglia ciclamino di leader della classifica a punti del Giro d’Italia. Lo slovacco, tre volte campione del mondo su strada, come un missile terra-terra si è lanciato a tutta, sfruttando la scia di Molano, che stava preparando il terreno al colpaccio del compagno Fernando Gaviria. Sagan è imprendibile anche per il colombiano, che deve accontentarsi del secondo posto; terzo, e primo degli italiani, Davide Cimolai.

Prima della volata, il pistard tedesco Max Kanter è finito a terra, spezzando il gruppo e costringendo altri specialisti
degli arrivi in volata a rimanere dietro. Egan Bernal, ieri protagonista di una straordinaria performance sulle
montagne abruzzesi, si è tenuto la maglia rosa e potrà coccolarsela anche domani – primo giorno di riposo del
Giro – guardando tutti dall’alto nella generale. Il colombiano ha confermato di essere l’uomo da battere, con una
dimostrazione di forza che non ammette discussioni né lascia spazio alle ambizioni dei rivali più accreditati,
primo fra tutti l’inglese Simon Yates.

Il Giro è quindi entrato in doppia cifra, con la 10/a tappa che è stata contrassegnata, prima della prevista volatona, da una fuga scattata dopo soli due chilometri di corsa. In quattro per 94 chilometri hanno tenuto in scacco il gruppone che ha azzerato sogni e ambizioni costruite sull’asfalto dallo svizzero Simon Pellaud, dal trentino Samuele Rivi, dall’olandese Taco Van der Hoorn e dal belga Kobe Goossens, sul Valico della Somma (quota 665 metri), dove finisce la provincia di Terni e comincia quella di Perugia. È stato lì che il gruppo si è ricompattato e si è trascinato fino al gran finale di Foligno.

Gli uomini-jet hanno avuto il tempo di mettere a punto le strategie, altri sono stati penalizzati dalla caduta. Sprint a parte, l’unica emozione l’hanno regalata lo stesso Bernal e il belga Remco Evenepoel, secondo nella generale con un
ritardo di 14″ dal leader, che si sono giocati allo sprint il traguardo volante di Campello sul Clitunno, dopo 121,2 chilometri di corsa: i due capiclassifica si sono messi in tasca rispettivamente 1″ e 2″ di abbuono.

“È stata un’ottima giornata. Devo ringraziare la squadra, i miei compagni vanno a tutta e danno il 100% per me – il
commento di Peter Sagan, dopo il successo in Umbria -. Oggi abbiamo staccato alcuni velocisti sull’ultima
salita, anche se non tutti: corridori come Gaviria e Viviani, infatti, sono arrivati con me. Sono veramente
contento di questo successo! Non posso sempre battere i velocisti puri ma, nei finali come questo e quando
facciamo corsa dura, posso far bene”. “Non avevo previsto di fare lo sprint intermedio. Ho visto che c’era
l’opportunità di prendere l’abbuono e ci ho provato – il commento di Egan Bernal -. Ho preso solo un secondo,
ma non ho speso energie. La corsa è stata più difficile di quanto pensassimo. La Bora-Hansgrohe ha fatto un
ottimo lavoro per renderla dura e provare a vincere. Domani mi alleno un po’, poi mi preparo per mercoledì”.

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