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Guardiagrele, in vista della Fase 2 il centrosinistra cittadino sollecita un consiglio comunale

Guardiagrele. “Da cittadini guardiesi ed esponenti del centrosinistra locale, provinciale e regionale, sollecitiamo il sindaco Simone Dal Pozzo a convocare un consiglio comunale straordinario sulla salute pubblica”, comunicano i consiglieri Gianna Di Crescenzo, Franco Caramanico, Maurizio Camiscia, Inka Zulli, Dario Rosato e Nevio Salomone.

“Nessuno di noi – proseguono – avrebbe mai anche solo immaginato che nel 2020 la nostra vita sarebbe stata sconvolta da una pandemia, lasciando dietro di sé morti e famiglie distrutte, alla stregua di una guerra mondiale. Ci è stato chiesto di non uscire di casa, di mutilare le nostre relazioni sociali, di cambiare radicalmente il nostro modo di lavorare, di gestire diversamente il tempo e le azioni quotidiane. Abbiamo rispettato le regole, abbiamo dato il nostro contributo affinché il contagio rallentasse”.

“Le nostre vite ne sono uscite mutate e, con esse, anche l’immediato futuro. Ed è per questo che riteniamo sia necessario avere un momento istituzionale di informazione e confronto sulle nuove tappe che ci attendono. I guardiesi hanno il diritto di sapere dalla giunta regionale e comunale quali saranno le loro proposte per affrontare la Fase 2 dell’emergenza Covid-19, e quale sia la reale possibilità di usufruire delle strutture sanitarie del territorio per fronteggiare la situazione”.

“Così come ha già fatto il gruppo di opposizione della città di Chieti, anche noi sollecitiamo, in assise pubblica, la presenza della giunta regionale, del direttore sanitario del ss. Immacolata,  del direttore e del manager della Asl Lanciano Vasto Chieti. Ovviamente questa sarà anche l’occasione per chiedere agli amministratori locali e regionali quali strategie essi hanno previsto di mettere in campo a sostegno delle famiglie e dell’economia guardiesi ed abruzzesi”, aggiungono gli esponenti del centrosinistra cittadino.

“Non si può continuare a parlare di sanità e salute pubblica in maniera autoreferenziale e con atti isolati, considerando anche gli scarsi o nulli risultati che questa strategia produce; né la giustizia può continuare  a sostituirsi alla politica. La salute è un diritto universale e la posta in gioco è talmente alta che è necessario occuparsene in maniera corale, coinvolgendo tutti, ognuno  per ciò che rappresenta e che può portare alla causa”, concludono.

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