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“Guerra” guide alpine e guide ambientali escursionistiche, nuovo botta e risposta

L’Aquila. “AMM e AIGAE: la guerra è finita” è il titolo di un comunicato stampa ufficiale pubblicato sul sito istituzionale delle Guide Alpine nazionale lo scorso 15 giugno. Nella nota c’è il commento sulla recente sentenza emessa dal Tar Abruzzo che di fatto ha annullato un bando emesso dal Parco della Majella che reclutava Guide.

Si legge nel comunicato, riportato integralmente:

Il Consiglio di Stato ha posto fine a una lunga querelle che ha visto per anni scontrarsi sul campo, la montagna, gli AMM – Accompagnatori di media montagna che fanno parte del Collegio delle Guide alpine – e le AIGAE – Associazione Italiana Guide ambientali escursionistiche. Uno scontro generato da un conflitto di leggi per cui hanno pagato di persona professionisti, qualificati ciascuno nelle proprie specifiche competenze, quali AMM e GAE, che meritano entrambi un dignitoso riconoscimento.

Il parere del Consiglio di Stato è stato richiesto da AIGAE, che facendo ricorso alla zonazione del 2017 di Regione Lombardia ha chiesto tout court l’abolizione della figura professionale degli AMM.

Il ricorso è stato rigettato, anche grazie alla precisa formulazione delle leggi emanate da Regione Lombardia, scrupolosa nel recepire la normativa nazionale – legittimata dal Consiglio di Stato e considerata in linea con le disposizioni europee – ed è stato stabilito che gli AMM, in qualità di Guide specializzate nell’accompagnamento escursionistico, sono professione riservata come quella delle Guide alpine e come tutte quelle chiamate a gestire l’incolumità pubblica. A differenza delle GAE, gli AMM sono formati infatti per gestire il pericolo che l’ambiente montano comporta.

Il Consiglio di Stato ha valutato la zonazione della Lombardia in parte sproporzionata rispetto ai percorsi inferiori al grado EE, e per questo verrà rivalutata la sproporzionalità legata ai sentieri E, in particolare sotto i 600 m di quota. Le GAE possono quindi esercitare la loro competenza di professionisti naturalistici e del paesaggio laddove non ci siano pericoli, sui percorsi facili e non impegnativi.

Questo naturalmente vale non solo in Lombardia ma in tutta Italia, tanto è vero che in una recente sentenza del 5 giugno scorso il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo, facendo espressamente riferimento al parere del Consiglio di Stato, ha accolto il ricorso del Collegio Guide alpine Abruzzo contro l’Ente Parco Majella-Morrone che aveva equiparato la figura della GAE a quella degli AMM in una selezione pubblica per le Guide del parco. Il TAR ha annullato l’Avviso pubblico sottolineando che “la Guida escursionistica del Parco può essere svolta solo dagli AMM per espressa previsione legislativa”.

Resta inteso che nelle regioni in cui non esistono gli AMM, solo le Guide alpine potranno accompagnare su sentieri EE, oltre che in tutti gli altri campi preclusi normalmente anche agli AMM, ovvero nelle zone rocciose, sui ghiacciai, sui terreni innevati e quelli che richiedono comunque, per la progressione, l’uso di corda, piccozza e ramponi.

“Siamo lieti che il Consiglio di Stato e il TAR d’Abruzzo siano intervenuti a fare chiarezza una volta per tutte – ha detto Martino Peterlongo, vicepresidente del Collegio Nazionale Guide alpine Italiane -, a definire chi fa cosa fra queste due professioni che hanno qualcosa in comune, la competenza naturalistica, ma anche molto di diverso. Riconosciamo alle GAE conoscenze e capacità divulgative che interessano un vasto pubblico. Se vorranno, frequentando un corso AMM, potranno aggiungere a queste competenze le altre indispensabili a raggiungere il livello di preparazione necessario alla gestione del rischio in montagna.”

E in chiusura:

Il parere definitivo del Consiglio di Stato è consultabile in “Giustizia amministrativa”, affare/parere 2019, numero affare/parere 00582, data adunanza 23/09/2020, numero pubblicazione e spedizione 202001914.

La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo è consultabile in “Giustizia amministrativa”, numero di provvedimento il 306 del 2021.

LA RISPOSTA DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA GUIDE AMBIENTALI ESCURSIONISTICHE

Una nuova nota è stata divulgata alla stampa dall’Aigae, che segue a quella già pubblicata lo scorso 16 giugno che titolava: Guide Ambientali Escursionistiche su sentenza Tar che le boccia: “Ricorso urgente al Consiglio di Stato”.

Il comunicato riportato integralmente:

Sicurezza in montagna: i numeri ci raccontano una realtà diversa

Come troppo spesso capita in questo bellissimo paese il progresso viene ostacolato. Non fa eccezione il mondo delle professioni, questa volta è il tema della sicurezza a fare da “coperta di Linus” per tutti coloro che vedono nell’innovazione un pericolo per i propri interessi.

Purtroppo però ci sono dati inconfutabili che ci raccontano una realtà diversa da quella che si evince dalle comunicazioni strumentalizzate del Collegio Nazionale delle Guide Alpine. Comunicati distorti con frasi estrapolate e travisate persino dalle sentenze sfavorevoli al Collegio Guide Alpine (che sono tante, sia nei tribunali che alla Corte Costituzionale, che nei TAR e al Consiglio di Stato) in cui si prova unilateralmente a rimarcare una differenza nella sicurezza. Vaneggiando di sentieri di tipo EE da riservare agli AmM e di limiti di quota a 600 metri per le GAE, dimenticando che la Corte Costituzionale ha indicato chiaramente che i limiti operativi non sono nel “dove” ma nel “come” si accompagna, laddove sono le famose “corde, piccozze e ramponi” a far scattare la difficoltà alpinistica e cioè a partire dai sentieri EEA. Esistono infatti sentieri con difficoltà alpinistiche anche a picco sul mare, a poco più di 50 metri di altitudine, così come sentieri di difficoltà escursionistica che attraversano in assoluta sicurezza altipiani a 3000 metri.

In queste ore le Guide Alpine stanno diffondendo comunicati che affermano oggettivamente il falso, estrapolando in modo strumentale spezzoni di sentenze e traendo conclusioni forzate dalla recente sentenza del TAR Abruzzo che ha bloccato il Bando per il corso Guide Parco della Majella in forza di un’esclusiva contenuta nella legge regionale abruzzese del 1998. Sentenza contro cui abbiamo già presentato ricorso per urgente sospensiva al Consiglio di Stato.

A quella stringata e specifica sentenza vengono così attribuiti dal Collegio, dopo anni di batoste giudiziarie su tutti i fronti, interpretazioni sui limiti operativi delle diverse professioni, confondendo i loro noti desideri di riserve esclusive anche nell’accompagnamento escursionistico con la realtà.

Se il tema è la sicurezza è venuto quindi il momento per l’Ente pubblico Collegio Nazionale delle Guide Alpine di pubblicare con trasparenza i numeri degli incidenti in montagna, come già dovrebbe avvenire regolarmente.

Per confrontare fra loro anche solo quelli occorsi in escursione con gli Accompagnatori di Media Montagna rispetto a quelli delle Guide Ambientali Escursionistiche.

AIGAE lo ha già fatto e continua a farlo

Totale interventi Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – CNSAS in ambito escursionistico:

2.699 nel 2014, 2.877 nel 2015, 2.949 nel 2016, 3.627 nel 2017, 3.795 nel 2018, 4.415 nel 2019, 4.579 nel 2020.

Dagli stessi dati emerge che si è superato purtroppo da tempo il numero medio di 400 morti all’anno.

Indennizzo assicurativo per Responsabilità Civile per incidenti in montagna dei circa 3.000 soci AIGAE per una stima di circa 240.000 giornate di accompagnamento all’anno:

2 nel 2014, 5 nel 2015, 4 nel 2016, 2 nel 2017, 6 nel 2018, 7 nel 2019, 0 nel 2020.

Di cui liquidati per acclarata responsabilità del socio:

1 nel 2014, 1 nel 2015, 1 nel 2016, 0 nel 2017, 2 nel 2018, 2 nel 2019, 0 nel 2020.

Con ZERO INCIDENTI GRAVI e indennizzi per un totale di circa 24.000 € in 5 anni.

È oggettivo che con l’accompagnamento delle GAE si abbia un crollo drastico degli incidenti.” Dichiara il Presidente Davide Galli. ”Anche sui sentieri EE che sono normalmente frequentati dai nostri associati, poiché non inclusi nelle difficoltà alpinistiche come da sentenza della Corte Costituzionale 459/2005”. Conclude il Presidente Galli “chiediamo che il CONAGAI pubblichi i dati relativi agli incidenti degli Accompagnatori di Media Montagna, colmando così un’importante lacuna.

Ora: DOVE SONO I DATI DEL CONAGAI SUGLI INCIDENTI DEGLI ACCOMPAGNATORI DI MEDIA MONTAGNA? E tutti gli altri dati?

È dal 2016 che li chiediamo pubblicamente. Senza mai ottenere risposta.

Fonti:

interventi CNSAS, rapporti annuali contenuti nella rivista ufficiale “Il Soccorso alpino” scaricabili dal sito www.cnsas.it;

richieste indennizzo assicurativo per RC soci AIGAE, report broker Assicurativo CAES e Marsh.

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