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I lavoratori abruzzesi dell’Oma manifestano a Pescara: maestranze contro fallimento e per esercizio provvisorio

Presenti anche i consiglieri regionali Blasioli (Pd) e Testa (FdI)

Pescara. I lavoratori abruzzesi della Oma, l’azienda metalmeccanica dichiarata fallita dal Tribunale, questa mattina hanno manifestato a Pescara, nei pressi della Prefettura per chiedere la salvaguardia dei posti di lavoro. Presenti anche alcuni politici abruzzesi, fra cui i consiglieri regionali Antonio Blasioli, in quota Pd, e Guerino Testa di Fratelli d’Italia, oltre agli amministratori dei comuni dove si trovano le fabbriche del gruppo Oma.

“Noi ci rivolgiamo al giudice delegato che ha decretato,la fine della Oma che ha voluto decretare il fallimento, anziché l’esercizio provvisorio che”, ha detto Luigi Moscone Fim CISL RSA, “era il percorso che lavoratori, sindacati e Istituzioni si sarebbero aspettati in quanto con l’esercizio provvisorio si sarebbero potuti tutelati i lavoratori e dunque il lavoro, sia gli stipendi che, in questa vertenza anomala, percepivamo regolarmente tutti i mesi”.

“Questa sentenza”, sottolinea, “è stata un fulmine a ciel sereno perché noi abbiamo ancor diverse commesse da riconsegnare, e con nuovi lavori, e per questo siamo rimasti stupiti dal fatto che il giudice non abbia tenuto conto queste situazioni. Capiamo il discorso analitico, perché siamo di fronte ad un fallimento, però che in questo passaggio non sia stato tenuto conto dell’aspetto sociale della vicenda. Vogliamo ricordare che questa è una vertenza che riguarda 341 lavoratori in totale, e dislocati in cantieri, fra Toscana e Abruzzo. Abbiamo visto con piacere oggi qui oggi, e li vogliamo ringraziare, sindaci e amministratori dei comuni interessati, oltre a politici regionali, a testimonianza di come questa vertenza”, ha concluso Moscone, “stia a cuore all’Abruzzo”.

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