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Il dirigente sindacale Nardella (UIL) denuncia lo stato in cui versa il reparto penitanziario dell’ospedale di Pescara: una vergogna per un paese che si ritiene civile

Pescara. “Non mi era mai capitato di far visita al repartino penitenziario il cui presidio risulta incastonato in una remota zona dell’Ospedale di Pescara ma quello che ho visto oggi (ieri per chi legge) deprimerebbe gli umori anche dei più ottimisti uomini al mondo”. A dirlo è Mauro Nardella Vice Segretario Generale UIL PA Polizia Penitenziaria Abruzzo e componente della CST UIL Adriatica Gran Sasso.

“Ascensore rotto ( per spostare un detenuto non deambulante bisognerebbe fare salti mortali), muri sporchi, pavimento mancante, arredi da terzo mondo, celle simil-prigioni libiche, insomma un inferno; questo si ritroverebbe di fronte chi ha la disavventura di farci accesso e tra essi medici e
personale paramedico compresi. Affermare, quindi, che sia un’autentica indecenza sarebbe poco – sottolinea Nardella – Già di per se questo rappresenterebbe una sconfitta del diritto a vivere dignitosamente il rapporto con un’istituzione da parte sia dei detenuti che di chi vi fa accesso per via del proprio mandato professionale. Pensare, tuttavia, che una situazione del genere sia vissuta all’interno di un presidio ospedaliero risulta davvero scandaloso”.

“Mi chiedo a tal proposito – specifica il dirigente sindacale – se sia il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria che la competente ASL siano a conoscenza di ciò e di cosa avviene all’interno di un reparto che è si deputato al contenimento di detenuti (e questo sarebbe, vista l’indecenza che in essa si vive, comunque di per se molto grave) ma che al suo interno vengono ricoverati persone ristrette con patologie anche assai gravi”.

“Noi faremo tutto quanto nelle nostre disponibilità per far si che tale assurda situazione non venga
procrastinata – si impegna Nardella – e lo faremo rapportandoci direttamente con i vertici ai quali immediatamente invieremo una missiva. Male non sarebbe se a supporto della Uil ci fosse l’intervento del garante dei detenuti d’Abruzzo Gianmarco Cifaldi al qual chiediamo un suo pronto quanto urgente
interessamento”.

“Potremmo anche peccare di incompetenza ma, stante quanto riferito finanche dagli infermieri e dai medici ch ivi vi fanno accesso, il reparto sarebbe da chiudere immediatamente ed è quello che la UIL immediatamente chiederà prima che qualcuno, in conseguenza di siffatta immorale situazione, possa pagarne le conseguenze. Nelle more non dovrebbe essere tanto difficile capire che si provveda all ricovero dei detenuti presso altre e più funzionali strutture non ultimi l’ottima realtà aquilana e/o il più avveniristico di questi che è quello di Sulmona inspiegabilmente ancora tenuto chiuso pur essendo lo stesso perfettamente funzionante”.

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