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Il Giro prende forma: Nibali c’è, Bernal lancia la sfida. Il colombiano dopo il Tour vuole la rosa

L’Aquila. C’è un nome che spicca nell’elenco dei partenti del 104/o Giro d’Italia di ciclismo, al via sabato 8 maggio da Torino: è quello di Egan Bernal che, nel 2019, portò per la prima volta la Colombia sul tetto del Tour de France, divenendo peraltro il terzo vincitore più giovane della storia della Grande Boucle, a soli 22 anni e sei mesi. Bernal, una delle tante scoperte del patron Gianni Savio, sarà l’uomo da battere nelle 21 tappe che, dopo avere toccato la Puglia, faranno risalire la carovana rosa fino a Milano, per il grande epilogo di domenica 30 maggio.

Non è un caso che al corridore di Bogotà sia stato assegnato il dorsale numero 1. La Ineos, che detiene il titolo, dopo il successo dell’anno scorso conquistato dall’inglese Tao Geoghegan Hart, punterà nuovamente al bersaglio grosso, cosa che del resto prova sempre a fare nelle tre corse a tappe più importanti della stagione.

L’anno scorso restò a bocca asciutta al Tour e alla Vuelta, non nella campagna italiana, chiusa con un altro successo. Il rivale più agguerrito per Bernal è sicuramente un altro inglese, Simon Yates, che la maglia rosa nel 2018 l’ha indossata per diversi giorni prima di cederla definitivamente a Chris Froome, protagonista di una fuga leggendaria nella tappa del Colle delle Finestre e poi vincitore ai piedi del Colosseo.

Yates è reduce dal successo nel Tour of the Alps, una specie di antipasto del Giro, dunque si presenta in forma smagliante all’appuntamento con la rosa. Al via ci sarà, salvo clamorosi ripensamenti, anche Vincenzo Nibali, che sta sfidando il tempo per recuperare dalla frattura al polso subita in allenamento e che avrà al proprio fianco sia Bauke Mollema sia Giulio Ciccone, l’anno scorso costretto al forfait per il Covid.

Ipotizzare il terzo successo dello ‘Squalo’ al Giro – dopo quelli del 2013 e 2016 – è impresa assai ardua ma, ai tempi della pandemia, ci può stare tutto e il contrario di tutto. L’australiano Jai Hindley, secondo l’anno scorso, è atteso da una conferma, mentre Romain Bardet può andare a caccia di qualche successo in tappe di prestigio. C’è attesa per Remco Evenepoel, al rientro dopo l’incidente occorsogli al Lombardia 2020, ma anche di rivedere sulle strade italiane João Almeida, l’anno scorso in rosa per 15 giorni. Mikel Landa e Pello Bilbao vanno a caccia di imprese colossali: per loro la tappa dello Zoncolan può essere campo do battaglia.

Le ruote veloci saranno quelle del tricampione del mondo Peter Sagan, del campione italiano ed europeo Giacomo Nizzolo, di Caleb Ewan e dell’olimpionico Elia Viviani.

Sarà al via anche Dylan Groenewegen. La maglia azzurra di miglior scalatore, Ruben Guerreiro, cercherà di ripetersi, mentre Gianni Moscon e Matej Mohoric cercheranno di ottenere successi parziali. Cosa che faranno anche Fausto Masnada, Luis Leon Sanchez, Davide Formolo e Diego Ulissi. Per le prove contro il tempo Filippo Ganna, vincitore di tre crono su tre al Giro 2020, è l’uomo da battere: proveranno a farlo Victor Campenaerts, Rémi Cavagna e Jos Van
Emden.

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