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Incendi, è un bollettino di guerra: +75% interventi vigili del fuoco

Incendio oggi pomeriggio nel Teramano

L’Aquila. Oltre 120mila ettari ridotti in cenere. A fare i conti di questa catastrofe – alla quale hanno fatto
fronte i vigili del fuoco con oltre 100mila interventi boschivi, con un aumento del 75% negli ultimi tre mesi – è
l’European Forest Fire Information System (Effis) della Commissione europea. I numeri dicono che dal primo
gennaio al 14 agosto 2021 sono stati percorsi dal fuoco in Italia 120.166 ettari, un’estensione analoga alla città
di Roma. 472 gli incendi di grandi proporzioni, quelli con oltre 30 ettari bruciati. E il Belpaese continua ad
ardere: roghi anche oggi in Liguria, nel bosco di Framura, nello Spezzino dove ancora si combatte. Operativi
tre elicotteri e due canadair. Esteso il fronte e complesso il contenimento. Paura passata in Versilia, a
Pietrasanta dove in località Valdicastello un incendio doloso ha fatto evacuare dieci persone. Alle porte di
Roma, a Capena, decine di persone sono state evacuate per un rogo su 20 ettari, e ieri in 300 sono stati sfollati
dalle rive del lago di Martignano per il fumo di un incendio. Indagini in corso. Fiamme dolose nella Murgia, e
in Gallura. Stalle e pascoli distrutti, bestiame decimato, boschi ischeletriti come gasati dal napalm.

È un bollettino di guerra che dal 15 giugno – spiega il Viminale – si è fatto via via più allarmante fino a contare
52.584 interventi dei vigili del fuoco in tre mesi, il 75% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno con
30.106 interventi. La cifra del 2021 è quasi identica invece a quella del 2017, altro anno di roghi senza tregua
con 52.680 incendi. Da metà giugno, sono stati 976 i soccorsi dei Canadair, contro i 405 nel 2020, e i
drammatici 1.515 nel 2017. Da agosto 2020 a questo luglio, i vigili del fuoco sono intervenuti
complessivamente in 104.176 incendi boschivi o di macchia mediterranea. La Sardegna dove si è alzato un
preoccupante maestrale, sta ancora piangendo la devastazione dell’Oristanese, volontari nelle zone più impervie
portano mangime alla fauna sopravvissuta. Conto amaro anche per Calabria e Sicilia. Ambientalisti e verdi
chiedono di non aprire la stagione della caccia. Adesso si spera in qualche giorno di tregua per l’attenuarsi del
caldo estremo dell’anticiclone Lucifero. La morsa dell’afa – rileva il report del Ministero della Salute – sta
allentando sulle città, i 16 centri urbani roventi ora diminuiscono a 7. A Bologna, Campobasso, Firenze,
Palermo, Perugia, Rieti e Roma permane il bollino rosso. Ancona, Bari e Venezia passano al livello 2 (zona
arancione), le altre città diventano tutte ‘gialle’. Solo Genova con bollino verde. Da mercoledì giornate miti. In
giallo solo Palermo, Roma e Bari. Ma da venerdì, e soprattutto nel week-end ritorna la canicola.

L’ aria più fresca e i temporali sparsi daranno una mano a calmierare i roghi quasi sempre dolosi, ma non ad unico
‘innesco’.

“Non ci sono evidenze in questi termini, cioè di una regia occulta che lega i roghi che sono scoppiati
in varie regioni. Certamente – ha detto la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ieri a Palermo – occorre una
cultura volta a preservare l’ambiente e il territorio”.

Anche a Ferragosto il lavoro dei Canadair è stato incessante, con 44 richieste di intervento, a sei delle quali non è stato possibile dare risposta dall’alto. 10 chiamate dal Lazio, 9 dalla Calabria, 7 dalla Sicilia, 6 dalla Campania, 4 dal Molise, 3 dalla Basilicata, 2 dall’Abruzzo, una ciascuna da Toscana, Umbria e Liguria.

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