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Inchiesta Rigopiano e mancati soccorsi, spuntano nuovi elementi: indagine su polizia e carabinieri

Pescara. Spunta una nuova indagine nell’inchiesta del disastro dell’Hotel Rigopiano di Farindola, dove, il 18 gennaio del 2017, una valanga provocò la morte di 29 persone. Ad entrare nel pieno delle indagini emerge un ulteriore elemento: ossia quello dei mancati allarmi in cui vengono coinvolti anche carabinieri e polizia. Come riportato stamane dal Tg5, la guardia di finanza sta analizzando computer e archivi della squadra mobile dei carabinieri forestali di Pescara. Al centro delle indagini la telefonata fatta nella mattinata del 18 gennaio da Gabriele D’Angelo, cameriere del resort, scoperta da un poliziotto una settimana dopo ed entrata a far parte degli elementi dell’inchiesta solo 18 mesi più tardi. Con la chiamata fatta al centro coordinamento di Penne si manifestava il ritardo dei soccorsi: telefonata in cui il cameriere del resort chiedeva l’evacuamento dell’Hotel Rigopiano. Ad entrare nel mirino degli investigatori anche gli screenshot del telefono di D’Angelo, prelevati dal Ris nel marzo dell’anno scorso.

Dopo che il procuratore capo Massimiliano Serpi e il sostituto Andrea Papalia avevano chiesto l’archiviazione di 22 indagati, cui si erano opposti alcuni legali delle vittime, il Gip ha disposto, nei giorni scorsi l’archiviazione di politici e assessori che si erano succeduti alla protezione civile coinvolti nell’inchiesta. Archiviata la posizione di Tommaso Ginoble, Daniela Stati, Mahmoud Srour, Gianfranco Giuliante e Mario Mazzocca, dell’ex sottosegretario alla Giustizia, Federica Chiavaroli, della funzionaria della Protezione Civile, Tiziana Caputi, dell’ex vice presidente della Regione Abruzzo, Enrico Paolini, dell’ex direttore generale della Regione Abruzzo, Cristina Gerardis e dell’ex prefetto di Pescara, Francesco Provolo. Nell’elenco figura anche Daniela Acquaviva, la funzionaria della prefettura di Pescara salita alla ribalta delle cronache, perché nella telefonata del ristoratore Quintino Marcella – che per primo la sera della tragedia lanciò l’allarme – pronunciò la frase: “La madre degli imbecilli è sempre incinta”. Con lei anche Andrea Marrone, consulente incaricato per adempiere le prescrizioni in materia di prevenzione infortuni; Bruno Di Tommaso, legale responsabile della Gran Sasso Resort & Spa; Carlo Giovani, dirigente della Protezione civile. Per Provolo, Di Tommaso, Marrone e Giovani, l’archiviazione riguarda solo alcune ipotesi di reato. Ai quattro sono contestati altri capi di imputazione. Stesso discorso per Daniela Acquaviva: il Gip ha disposto l’archiviazione per un aspetto, ma è imputata nel procedimento Rigopiano bis sul presunto depistaggio. Tra i 22 archiviati anche Del Turco, D’Alfonso e Chiodi.

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