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La Prefettura diffida il Comune di Montesilvano, la denuncia del M5S: non potevamo iniziare meglio

Il consigliere Panichella: non siamo abituati a votare perché ce lo dicono, vogliamo studiare le carte

Pescara. Inizia con una diffida della Prefettura la nuova Amministrazione De Martinis a Montesilvano. La precedente Amministrazione guidata dal sindaco Maragno, ora consigliere di maggioranza, non ha mai approvato il rendiconto di gestione per l’esercizio 2018. Cosicché la Prefettura di Pescara ha diffidato il Consiglio comunale proclamato il 7 giugno ad approvare entro 20 giorni il rendiconto. Pena il commissariamento dell’Ente e lo scioglimento del Consiglio, come previsto dall’art. 141 comma 2 del T.U.E.L., il Testo Unico sugli Enti Locali. “Non potevamo iniziare in maniera migliore”, denunciano i consiglieri comunali M5S Raffaele Panichella, Gabriele Straccini e Paola Ballarini.

“In pratica”, sottolinea il consigliere Raffaele Panichella, “insieme alla nomina come consiglieri, ci è stata notificato il provvedimento del Prefetto che intima al Consiglio di approvare il bilancio 2018. Ma del bilancio nessuna traccia. Logica avrebbe voluto che ci fosse consegnata una copia in modo da poterlo esaminare nei previsti 20 giorni e valutare la correttezza dell’impostazione e di quanto contenuto, invece ci è stato comunicato che è possibile solo prendere visione dello schema di rendiconto di gestione anno 2018 depositato presso gli uffici del Settore Finanziario”.

“Intanto ci sfuggono i motivi, e sarebbe interessante approfondirli, per il quale il bilancio dell’anno precedente non è stato approvato, nonostante il Prefetto abbia già sollecitato il Comune ad aprile 2019″, continua il consigliere Raffaele Panichella,  Tuttavia se questo è il modo di fare, cominciamo bene. Un rendiconto di gestione finanziaria necessita di approfondimenti, di valutazioni e di riflessioni approfondite, per questo è previsto che i Consiglieri ne entrino in possesso almeno 20 giorni prima della sua discussione in aula per l’approvazione. L’Amministrazione avrebbe dovuto consegnarci l’intera documentazione in modo da poterla esaminare e studiare con calma così da poter deliberare, liberamente e consapevolmente. Invece ad oggi non abbiamo ricevuto niente. Se non il semplice invito a visionare lo schema presso gli uffici che hanno predisposto l’atto. Tra visione e studio critico c’è un abisso. Noi non siamo abituati a votare sì o no semplicemente perché qualcuno ci dice di farlo. Noi vogliamo studiare le carte.”

“Ci sono già stati dei casi precedenti in cui il TAR ha annullato quanto deliberato, per violazione dell’art. 227, comma 2, T.U.E.L.”, conclude Raffaele Panichella, “perché la relazione dell’organo di revisione non è stata messa a disposizione nel rispetto del termine prescritto, non inferiore a venti giorni prima della seduta consiliare in cui viene esaminato il rendiconto, precludendo così l’esercizio completo delle specifiche funzioni dei consiglieri. In più tale termine si scontra con la necessità di convocare il primo consiglio entro i 10 giorni dalla proclamazione, avvenuta il 7 giugno, oltre agli ulteriori 10 giorni per stabilire la data della prima seduta. Quindi al massimo si potrebbe arrivare al 27 giugno. Non ci sono assolutamente i termini per portare la questione bilancio 2018 all’ordine del giorno nella prima seduta, in cui peraltro ci sarà già molta carne al fuoco. Se così fosse noi intendiamo assolutamente escludere ogni forma di acquiescenza. Adotteremo tutti i provvedimenti del caso per tutelare il rispetto della legge.”

 

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